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Dalle cover a (finalmente) i tuoi pezzi !

Un passaggio delicato

Quasi tutte le band iniziano suonando cover, perché dopo tutto è molto utile per la pratica poter partire da pezzi che si conoscono bene e che magari rappresentano anche hit di successo. E’ un fattore che sicuramente vi aiuterà a catturare una certa attenzione nella vostra cerchia di conoscenze.

Il problema inizia quando si decide di passare dal suonare cover a suonare pezzi composti da voi

se si sta diventando popolari grazie alle cover, questo passaggio che porterà il pubblico a conoscere la vostra musica deve essere affrontato con una buona dose di cautela e intraprendenza. Può anche facilmente accadere che il calore del vostro pubblico possa trasformarsi in un clima sospeso e magari anche un po’ freddo: ma per i primi tempi, può essere una reazione più che normale perché dovranno anche loro abituarsi a questo nuovo ascolto. E inoltre, ricordate che prima portavate pezzi da successi consolidati e a cui aveva lavorato un gran numero di esperti……sarebbe ingenuo pensare di poter competere con la portata di quelle hit, che erano già conosciuta prima ancora che voi le suonaste.

Quindi è proprio importante non spaventarsi, ma vivere questo passaggio con attesa e serenità, seguendo qualche piccolo accorgimento. Ecco allora quattro consigli che possono tornare utili:

1. Iniziate questo passaggio scegliendo un pezzo in cui vi sentite veramente forti e pensate che sia il migliore di quelli che avete a disposizione. Quindi lavorateci duramente e per lungo tempo fino al momento dell’esibizione: dovrete curare ogni aspetto, dalle dinamiche della canzone ai movimenti sul palco, dall’illuminazione all’atteggiamento. Durante i concerti c’è sempre qualcosa di magico, che supera il semplice cantare e suonare, ve ne sarete certamente resi conto assistendo al concerto della vostra band preferita. E’ proprio questo che dovete fare, per giocarvi al meglio le vostre carte.

2. Un’idea per presentare la vostra canzone, che è il cavallo di battaglia, il vostro pezzo forte, puo’ essere quella di giocarsela insieme alla cover: cercate quindi di trovare una cover che abbia un’attinenza di tempo o di tema per realizzare un medley. Quello che conta è che dovrete lavorare quanto più possibile per creare una simbiosi tra la cover e la vostra canzone.

3. Una volta che si è abituato e quindi preparato il pubblico all’ascolto dei vostri pezzi, potrete aggiungere show dopo show una quantità sempre maggiore dei vostri lavori sempre alternando con qualche cover. Si tratta di un processo graduale, che è importante sia ben organizzato come suggerito nei punti precedenti: ricordate che è la qualità a fare la differenza, non la quantità.

4. Ricordate di apportare alle cover sempre qualcosa di originale che corrisponda ad un vostro tocco personale: non abbiate timore di mostrare il vostro sound, perché è su quello che il pubblico dovrà concentrarsi e non su quanto la vostra cover sia fedele a quella originale.
Ricordatevi anche che questi quattro passi, se non avrete un vostro pezzo forte che vi possa seriamente lanciare, un arrangiamento poco efficace o un duro lavoro dietro lo show, non vi saranno di grande aiuto. Se invece tutti i fattori di cui abbiamo parlato ce li ha avete ben chiari e riusciti, allora il passaggio dalle cover ai vostri pezzi sarà un successo.

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Sei pronto a far uscire il tuo primo album?

Il primo album è quello che normalmente determinerà tutta la tua carriera, e che sin dall’inizio potrebbe aiutarti ad aumentare i tuoi fan…ma solo se funziona davvero!

“Decidere dopo quanto tempo rilasciare e lanciare la propria fatica discografica non è così semplice”



può essere troppo presto se hai ancora pochi fan, ma farli aspettare troppo non sarebbe una decisione saggia. Ecco allora 5 punti che possono aiutarti a capire il momento giusto.




1. Quando hai ormai un grande seguito online


Di questi tempi, non è solo una questione di numero di followers o seguaci su Twitter e Facebook, si tratta di interazione. Puoi avere centinaia, migliaia di iscritti, ma se non interagiscono con te, se non condividono o commentano ciò che dici, a cosa servono i numeri?

Se il tuo seguito è davvero maturo può dirlo solo il feedback che hai dai tuoi fan: se condividono la tua musica vuol dire che sono realmente interessati a chi sei, e ti considerano molto più di una comune pagina social. Tutti pensano che contino i numeri, raggiungere un numero sempre maggiori di fan, ma alle volte basta un numero più piccolo con cui tu però abbia una comunicazione costante. Se accade tutto questo, allora potresti premiare e sorprendere i tuoi fan rilasciando un album che gli permetta di tastare la tua musica, e si spera compreranno anche.




2. I tuoi concerti vendono bene


Acquisire fan e arricchire il proprio fanbase è fondamentale, e questo può accadere in momenti diversi della propria carriera. Nei primi concerti può accadere di non riuscire a vendere un numero consistente di biglietti, ma dopo un po’ ci dovrà essere il grande passo per cui anche la tua performance avrà un valore e quindi un costo. Se la gente per vederti è disposta a pagare vuol dire che amano la tua musica, e che sono disposti a pagare anche un album per portarsi a casa la tua musica. Continua allora a suonare, ma non far attendere troppo i tuoi fan che vogliono portare direttamente a casa il meglio della tua performance.




3. La tua piattaforma streaming e YouTube è in crescita costante


Certo, vuoi vendere milioni di album ma oggi la musica, il mercato, sono in costante cambiamento e neppure le grandi star riescono a vendere milioni e milioni di copie come una volta. Stampare tante copie quindi diventa sempre un rischio.

Un miglior modo per capire orientativamente quanto puoi vendere è osservare quanto la tua musica è ascoltata sulle piattaforme online: molto di queste offrono la possibilità di monitorare ed avere dati analitici di ascolto.

Se ricevere questi dati diventa difficile, puoi tenere traccia tu stesso osservando quante volte un pezzo venga ascoltato: quanti sono gli ascolti in un giorno, dieci o un migliaio? Se i dati giornalmente tendono ad incrementarsi, allora potresti prendere in considerazione l’idea di rilasciare il tuo album.


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4. I fan te lo chiedono


Sei già andato in giro a promuover un singolo oppure un Ep, magari lo fai da anni e non hai ancora rilasciato un tuo album? Quanto credi che le persone debbano aspettare con tutte le novità musicali che si presentano di questi tempi? Mentre noi stiamo pensando che produrre un album richiede non solo tanto lavoro, ma anche tanti soldi, non possiamo giustificare la lunga attesa a cui stiamo sottoponendo i nostri fan. La gente comprende che possa passare un certo tempo tra il lavoro di un album e il suo rilascio, ma per loro, pur se li hai tenuti in costante aggiornamento, non può passare troppo tempo. Se la musica hai deciso sarà il tuo lavoro, allora dovrai imparare a lavorare sodo e che può essere anche la chiave per produrre musica a ritmo più elevato.

E allora, se è passato un tempo tale che siano stati i tuoi fan a chiederti l’album, vuol dire che è ora di rilasciarlo.




5. Lo stai promettendo costantemente


Fare una promessa del genere, come il rilascio di un album, richiede una certa pianificazione. Come già abbiamo sottolineato, i fan non hanno grandi intenzioni di attendere a lungo un album ma ad ogni modo puoi saper gestire l’aspettativa. Se stai lavorando molto, informali, condividi con loro questo duro lavoro: la cosa peggiore che tu possa fare è promettere l’arrivo di un album magari per mesi solo per tenerli sulle spine. Anche se di breve tempo, rimandare continuamente una data di uscita non è per niente professionale. Ci sono artisti che promettono un album per l’autunno, poi spostano la data di un anno, rischiando di perdere qualche fan lungo la strada: un danno che si farà sentire tanto, soprattutto all’uscita dell’album.



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La gente non compra quello che fai, ma il perché lo fai

Riuscire ad ottenere sostegno economico dai fan è di certo uno dei compiti più difficili per gli artisti, che più corrisponde a fare soldi dal proprio mestiere. Si possono applicare diverse strategie a riguardo, ma la più efficace resta quella di saper costruire relazioni, che è lo stesso motivo per cui sareste anche voi disposti a farlo.

Cosa ci fa venire voglia di investire in qualcosa? Cosa ti porta ad andare a quel negozio di libri indie, a quel piccolo bar all’angolo o ad acquistare la musica di un tuo amico? Perché c’è un legame: non è semplicemente il buon caffè, il buon libro o la buona musica il motivo ma è il significato che assume per ciascuno di noi il legame che abbiamo con un luogo, un autore o una musica a fare la differenza.
Un utente mediamente non se ne rende conto, ma ciò che ti fa tornare sempre nello stesso posto o che ti fa ascoltare sempre la stessa musica è una spinta, una linea comune con quel messaggio, una visione comune che fa crescere le imprese quanto gli artisti.


Simon Sinek, in un TED Talks afferma: La gente non compra quello che fai, ma il perché lo fai


La gente acquista la tua musica non perché crede nella tua musica ma perché crede in te, in chi fa quella musica.



Creare una connessione emotiva è il modo più efficace che hai per fare la differenza e guadagnare dal tuo mestiere: è grazie a questo fattore che si costituisce una tribù, che i tuoi social media acquisiscono pubblico, è così che aumentano gli spettatori ai tuoi live, ed è così che si incrementano i tuoi guadagni. Sono le relazioni che fanno la differenza nel tuo lavoro, creando un meccanismo vincente per tutti.

Gli essere umani sono collegati da un desiderio di comunità: quanto più puoi offrire questa connessione al tuo pubblico maggiormente soddisferai le sue aspettative, più si stringerà il vostro legame. Quanto più dimostrate ciò che siete e perché lo fate più saranno le persone che si accosteranno a te e al tuo lavoro sostenendolo e supportandolo. E non solo economicamente. Provare per credere.

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Guida per un contratto discografico

Hai della buona musica da proporre e sogni un contratto discografico? Ti chiedi spesso come i grandi artisti siano giunti ad ottenere un contratto discografico? Oggi proviamo a darti una risposta in un modo un po’ anticonvenzionale, che richiede un po’ di lavoro duro ma che ripaga e ti può portare ad un contratto discografico con un’etichetta importante.


Le basi

Prima di intraprendere qualsiasi azione dobbiamo valorizzare ciò che abbiamo, e puntare al meglio su le nostre armi principali: musica e presentazione. Vi si deve lavorare prima di accostarsi a qualsiasi casa discografica.
Musica. La musica è da dove tutto ha inizio, ed è la parte essenziale del puzzle. La tua musica deve essere assolutamente accattivante, capace di entrare immediatamente in testa.


-Avere un feedback

Prima di presentarsi ad una casa discografica è necessario lavorare sul feedback, che non deve essere quello di amici e parenti, ma farsi conoscere e ascoltare da potenziali fan della tua musica quanto da addetti al settore. Oggi con i social e in generale con Internet è molto semplice raggiungere diverse persone e raccogliere quanti più pareri, che siano positivi e negativi.


-Pulire il suono

Realizzata la traccia, assicurati di pulire il suono: si tratta di mixaggio e mastering che sapranno rendere “buono” il suono della tua produzione. Si tratta di quegli ultimi ritocchi che possono fare la differenza, anche se non sei un grande esperto ti basta un minimo di orecchio e attenzione per capire come rendere quanto più pulito il suono. E’ chiaro che se hai già lavorato come produttore saprai già come mettere le mani, ma se non lo sei puoi rivolgerti a qualcuno di esperto, un tecnico del suono che sappia cosa fare e non ad un amico che si improvvisi produttore perché conosce qualche rudimento audio. In quel caso, puoi anche imparare a farlo tu da solo.
Presentazione. Ricordi l’espressione “La prima impressione è quella che conta?”. Mai fu detta frase più vera, soprattutto se stai cercando di avere un contratto discografico. Se proponi ad una casa discografica di ascoltare la tua musica, tra le possibilità di conoscerti meglio c’è quella di dare occhio al tuo profilo online: se non lo fanno, potrebbero però decidere di tenerti d’occhio se la tua musica li ha almeno intrigati. Ad ogni modo devi lavorare bene sull’impressione che puoi lasciare, e lo puoi fare curando alcuni aspetti fondamentali per la tua presentazione.


-Social Media

Crea e aggiorna sempre tutti i tuoi account a tuo nome come artista, fondamentali Facebook, Twitter e Soundcloud, e You Tube. Unifica sempre i tuoi Url, ad esempio se quello di Facebook è www.facebook.com/nomeband , allora anche su soundcloud sarà www.souncloud.com/nomeband . Molto utile sarà fare in modo che ogni profilo rimandi ad un altro, così da poter rendere visibili tutte le tue presenze online.


-Avere un proprio sito

Spendendo poco si può avere ed è importante avere un proprio sito web, e le piattaforme tra cui scegliere sono davvero tantissime: scegli sempre quella che più risponde alle tue esigenze, e soprattutto ricorda che l’indirizzo dovrà avere al suo interno il nome della band.


– Grafica

Curare la grafica del proprio sito web e renderla al meglio deve essere uno dei tuoi primi obiettivi nella sua costruzione: belle foto, un logo e una buona grafica sono i passi necessari di una buona presentazione, che deve subito essere piacevole e risaltare all’occhio. Per fare ciò occorre un buon designer che curi in generale tutta la vostra grafica, da richiamare anche sui social che devono essere ben collegati al sito web che sarà sempre la tua base principale. Certo un buon designer ha un suo costo, ma i vantaggi magari di una collaborazione scambievole possono aiutarti a cercare qualcuno disposto a contrattare un buon prezzo o magari una collaborazione di partnership. Su internet si possono trovare davvero tante buone occasioni, l’importante è assicurarsi sempre che si tratti di persone serie e professionali.

Sono queste le basi per trasmettere all’etichetta ma anche ai tuoi fan che sei un’artista serio.



Pensare come un’etichetta


E’ sempre importante conoscere e studiare il proprio nemico, e allora comincia a pensare come un’etichetta. Chiediti cosa si aspettano, cosa vogliono, cosa cercano e perché.


Un’etichetta è un business

Al di là di tutto un’etichetta è una società d’affari: è un’azienda che va incontro a dei costi, di produzione, distribuzione, stampa, e ha bisogno di coprire tutte le spese per ottenere anche quella cosa in più che sarà il suo profitto. Questo si ottiene vendendo musica, dai guadagni che arrivano dalle licenze, e talvolta dalla partecipazione ad eventi e dalla vendita di gadget. E’ lo stesso per qualsiasi etichetta, che si occupi di musica commerciale o underground. Consapevole di questo processo, pensa che tipi di artisti un’etichetta può cercare, che l’aiuti in questo intento: fare buona musica, un buon fanbase, una musica che si accompagni anche ad un buon marketing, e quanto tu puoi riuscire in questo più risulterai appetibile ai loro occhi.


Sono bombardati di demo

Le buone etichette ricevono anche migliaia di demo in un mese, e spesso hanno un responsabile che se ne occupa e va alla ricerca di artisti interessanti. Se ne accumulano così tante di demo che è davvero difficile per loro starvi dietro, e molti per quanto si propongano di ascoltarne un tot al giorno, finiscono per impiegare davvero tanto per ascoltarle o non farlo per niente. Più che le demo, oggi sono i network a portare gli artisti da questi responsabili.


Cosa cercano

Fondamentalmente, le etichette cercano la hit. Non è tanto una hit da mainstream, ma qualcosa che sia abbastanza unico e sorprendente da attirare l’attenzione: una musica che sia capace di dare energia all’etichetta portando l’artista fuori dal coro ad emergere. Insieme a questo, c’è un altro fattore che sta diventando importante, quello di essere indipendenti. Attraverso i social oggi è diventato più facile essere artisti indipendenti, motivo per cui il marketing finisce per essere affidato maggiormente all’artista e la distribuzione all’etichetta. Si cercano quindi artisti capaci di rendersi grandi da soli, che sappiano arricchire il proprio fanbase puntando su un marketing incisivo, innovativo e creativo. L’artista deve quindi essere già formato, formarsi da se’ con le sue capacità, e l’etichetta si rivelerà essere semplicemente un supporto per ampliare questa potenza che deve far crescere da solo.
Un’artista a caccia di un contratto dovrebbe avere consapevolezza di questi dettagli, e spesso essere autosufficiente può valere ancora di più che fare della grande musica. La preparazione sotto gli aspetti più disparati del music business diventa quindi fondamentale.




Determina i tuoi target


Prima di iniziare a lavorare davvero, bisogna chiedersi dove si sta andando.

-La top delle cinque etichette

Fai una lista delle cinque etichette a cui vorresti proporti, assicurandoti che siano in linea con il tuo genere di musica: quanto più la tua musica è vicina allo stile dell’etichetta, maggiori sono le possibilità di fare centro.


– Sulle tracce delle etichette

Ricerca tutti i posti in cui puoi sapere di più di ogni etichetta: cercala su Soundcloud, YouTube, Facebook, Twitter, sito internet ed email. La ricerca può partire nel modo più classico da Google, digitando il nome dell’etichetta, che se è seria ti porterà immediatamente dove avrai bisogno di arrivare, che sia la pagina Facebook o il sito web su cui trovare tutti i contatti fondamentali.


Indaga sull’etichetta


Arriva il momento di chiedersi a chi e come presentarsi: devi allora cercare i nomi e gli indirizzi di chi ti può aiutare, che sia il talent scout o un responsabile di nuove proposte. Prendi allora appunti e inizia a compiere questi piccoli passi:

1. Il sito della casa discografica

Cerca la pagina dei contatti per trovare gli indirizzi mail validi e disponibili degli addetti ai lavori. Spesso puoi trovare anche una piccola biografia che ti aiuti a capire con chi è meglio entrare in contatto.
2. Cerca le pagine social

E’ molto importante cerca la pagina social dell’etichetta perché può darti molte più informazioni di quanto tu creda, come trovare la referenza giusta a cui presentare il tuo materiale.


3. Usare il motore di ricerca delle persone su Facebook

Se hai questa nuova possibilità hai una grande fortuna, perché è molto utile per cercare le persone: una volta trovata la pagina facebook dell’etichetta, ti basterà ricercare le persone che vi lavorano selezionando la spunta “persone che lavorano..”. Se queste persone hanno nelle loro informazioni profilo di lavorare per l’etichetta potrebbe essere una buona possibilità contattarle direttamente.


4. Cercare informazioni e interviste che riguardano l’etichetta

Scrivendo su Google “intervista ….”, puoi raccogliere informazioni sulla filosofia e le caratteristiche dell’etichetta oltre ad avere informazioni su chi vi lavora.


5. Ricercare i profili LinkedIn

LinkedIn è una grande risorsa per cercare le persone che lavorano nell’etichetta di tuo interesse: l’iscrizione si può ottenere in pochissimo tempo, ed una volta che avrai il tuo account ti basterà inserire il nome dell’etichetta nella ricerca. Parti sempre sempre dall’etichetta per poi arrivare al nome di chi è collegato all’account.


6.Twitter

Non sottovalutare Twitter: ricerca anche su Twitter l’etichetta e fai attenzione ai commenti e ai tweet che possono portarti all’account di chi fa parte dell’azienda.
Se trovi i nomi dei dipendenti, allora puoi fare la stessa ricerca per ciascuno di loro attraverso il web e i social: molti di loro sono attivamente impegnati sulle piattaforme social. E nella peggiore delle ipotesi, se tutti gli step indicati non sono bastati, puoi sempre chiamare all’ufficio dell’etichetta oppure ci si può rivolgere a chi può presentarci o darci i contatti necessari.



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Lavorare sul proprio potenziale


Arriva qui la parte più difficile, quella da eseguire con maggior pazienza, perseveranza e attenzione al dettaglio.
Abbiamo visto come quanto più importante è l’etichetta, maggiore è il numero di demo che arrivano e maggiore però è la possibilità che vengano cestinate perché il talent scout preferisce far firmare il contratto a quel gruppo che ha saputo farsi notare su internet, e che magari ha già un bel po’ di fan. Mentre quindi fai il possibile per migliorare la tua musica, la tua immagine e le tue strategie di marketing dovrai anche saper fare amicizia con le persone giuste! Certo, coltivare delle relazioni nate da poco non è semplice ma basta concentrarsi su un paio di accorgimenti per rendere efficaci
questi rapporti.

-Lavorare sulla familiarità

Soprattutto all’inizio di un rapporto, interagire è fondamentale. La gente inizia a riconoscere un viso, un marchio, dopo averlo visto due-tre volte, questo significa che dovrai lavorare per farti notare dall’etichetta quanto più possibile, riuscire a destare attenzione con il tuo nome almeno un paio di volte.


-Mostrare un interesse autentico

Se riesci ad instaurare un dialogo mostrati quanto più sincero possibile nella conversazione, e autenticamente interessato a quanto ha da dirti la persona che stai ascoltando. Evita di parlare di te, fai domande pertinenti, cerca di capire cosa stanno cercando e punta su quello.


– Guadagnarsi simpatia

La gente tende ad aiutare di più le persone che gli piacciono, e così si entra sotto la loro ala protettiva: se inizi a piacere ad una persona, entri in una sintonia che ti permette di guadagnare un valore aggiunto dalla tua interazione con le persone giuste. Scambiarsi idee, critiche, link, commenti può essere un beneficio per entrambi e viene immediatamente apprezzato.


-La fortuna aiuta gli audaci

Non bisogna avere timore di farsi avanti, di andare incontro alle persone estranee: sono quei piccoli rischi che ti aiuteranno a fare la differenza nelle future collaborazioni.


Costruire relazioni

Costruire relazioni commerciali richiede molta attenzione: bisogna accostarsi quindi a possibili amici o comunque conoscenti con i quali stabile una certa familiarità, sincerità e guadagnarvi la giusta benevolenza per trovare il momento propizio alla presentazione del vostro lavoro. Presentati così a tutte e cinque le case discografiche da prendere in esame sulla tua lista: per farlo e per costruire una relazione ci vuole ovviamente del tempo, quindi bisogna iniziare a farlo almeno un 3- 4 settimane prima di presentare il tuo materiale. Avere fretta infatti in queste circostanze non è consigliabile, perché per raccogliere dei frutti bisogna coltivarli ed è poco cordiale chiedere tutto e subito a persone da poco conosciute.


-La connessione

Una volta scoperto dove si trova la casa discografica e le persone che vi lavorano, è tempo di farsi vivi: metti mi piace alla pagina Facebook, seguili su Twitter e su Soundcloud, e se conosci le persone che vi lavorano dai un occhio ai loro account e aggiungili.


-Interagisci direttamente con le persone

Se hai trovato i nomi di chi lavora nella casa discografica, è tempo di iniziare a conoscerli attraverso Facebook e Twitter. Dopo esserti accertato che abbiano accettato la tua amicizia, manda loro un messaggio su facebook con un semplice “Ciao”. Se non ricevi alcuna risposta puoi sempre aspettare qualche giorno o provare a farti sentire in chat. Puoi mostrarti attivo anche su Twitter, commentando stati oppure partecipando a discussioni, creando così le basi perché possa instaurarsi una conversazione. Se non riesci ad avere un maggior contatto né con Facebook né con Twitter, puoi sempre puntare sull’email, presentandoti e magari facendo riferimento a qualcosa che hai notato sui social e che ti ha colpito.


-Interagire con l’etichetta

Se non riesci ad arrivare a chi vi lavora, puoi sempre scrivere direttamente all’etichetta attraverso un messaggio su Facebook o attraverso mail: non fare alcuna richiesta, limitati a dire che sei rimasto colpito dal loro lavoro e dalla musica che producono.


– Contatto fisico

Se la casa discografica è localizzata a pochi passi da casa tua, allora puoi anche cercare di avere un contatto fisico: se è un’etichetta di medie dimensione, se è possibile interagire facilmente con i loro uffici, se puoi chiedere dal resposabile ascolti e puoi liberamente spiegare chi sei e perché sei lì, avere un contatto ravvicinato è sempre meglio. A questo punto potrebbero suggerirti di lasciare l’email per essere ricontattato, oppure potresti incontrare subito il talent scout. In caso contrario invece, se il responsabile magari non è in ufficio puoi provare a ripassare: è chiaro che sarà più facile ricordare una persona che è passata in ufficio diverse volte, più che di un contatto online. Se però la mail è l’unica soluzione, ricorda di essere sintetico: limitati a dire chi sei, lascia link, mostra interesse per il lavoro dell’etichetta e spiega che la tua musica può rientrare nel loro stile. Proponi quindi la possibilità di potersi incontrare da vicino.


-Creare legami

Il tuo obiettivo sarà quello di creare delle relazioni di lavoro con chi lavora nell’etichetta, senza frasi del tipo “Questa è la mia musica, vorrei solo l’ascoltassi”, ma giraci intorno e datti la possibilità di costruirti le giuste amicizie. Dopo un paio di conversazioni, qualche messaggio e qualche mail è importante tenere una comunicazione costante: più si parla, più si approfondisce la conoscenza.
Sii amichevole, te stesso e vedrai come sarà sempre più semplice instaurare relazioni importanti fino a sviluppare lentamente una propria rete di contatti, e solo dopo potrai iniziare a sottoporre la tua musica.



Inviare la propria musica


E alla fine arriverà quel giorno in cui dovrai presentare la tua musica! Si tratta del passo più semplice tra tutti quelli che abbiamo scoperto, ma richiede ugualmente attenzione.


-Le regole segrete

1. Il materiale musicale va presentato solo se finito, originale e privo di firme e contratti: deve essere un materiale inedito che non comprenda né remix, cover o possibili rielaborazioni di pezzi già esistenti.

2. Non usare il copyright sul tuo materiale. A meno che non abbiate un singolo da primo posto in classifica, nessuna etichetta è interessata a rilasciare materiale coperto da copyright, questo perché cancellarlo richiede poi una grande fatica soprattutto a livello economico.

3. Facilitagli il lavoro. Le buon etichette ricevono migliaia di tracce al giorno, e ascoltare tutto è un suicidio: rendi allora questo processo a loro più semplice e immediato, sii quindi preciso e chiaro in ciò che sottoponi.

4. La qualità prima della quantità. Non mandare più di tre tracce all’interno di un demo: se le tracce che hai a disposizione sono tante, valuta quale può funzionare di più, aumentando la possibilità di poter destare concretamente attenzione. I tre brani che sceglierai dovranno essere le carte vincenti per il passo successivo, che potrà portarti a sottoporre in seguito un Ep.

5. Tutti vogliono sentirsi speciali. Anche le etichette, quindi non mandare il demo contemporaneamente a diverse case discografiche. Cosa accadrebbe se tutti insieme ti dicessero sì?
Preparazione

1. Esportare nel giusto formato. Assicurati di mandare le tracce nel formato giusto di 320kbps MP3.

2. Dare alle tracce il nome corretto.Tracce ed email tendono a disperdersi, motivo per cui è importante dare ai file un nome chiaro e facilmente identificabile, anche grazie all’ID3, cioè la traccia informativa che porta tutte le caratteristiche del brano come artista, titolo traccia, ecc.. Questo permetterà all’etichetta di rendervi subito riconoscibili, chi sei, che cosa fai, anche tra miliardi di file.

3. Caricare una versione streaming e in download. Le case discografiche non amano ricevere tracce allegate alle email, spesso hanno persino dei filtri che le mettono in secondo piano o che le cestinano, quindi meglio non farlo assolutamente. In alternativa però puoi combinare un link di streaming e di download all’interno della mail, ad esempio Soundcloud è perfetto per lo streaming mentre Dropbox per il download.
Ti basta andare su Soundcloud, caricare la traccia con visibilità privata: assicurati che il caricamento sia avvenuto correttamente e che nelle informazioni ci siano tutti i dati importanti come l’email e quelli del brano. Stesso procedimento per Dropbox. Dal caricamento potrai ricavare i link da inserire nell’email.


Azione


1.Destinatario

Inizia a scrivere una nuova mail, da mandare a chi lavora nella casa discografica che hai conosciuto e sai potrà darti una mano. Se non hai il suo indirizzo email personale ma sei già entrato in contatto con l’etichetta, puoi chiedere loro l’indirizzo personale, o ancora potrai rivolgerti a quello generale della casa discografica a cui è possibile sottoporre musica.


2. Scrivere l’email

Scrivere una email di presentazione è un passo importante, che richiede d’essere precisi ed efficaci: assicurati di scrivere ad una sola casa discografica e sottolinea l’esclusività dell’invio. All’interno inserisci il link di streaming e di download. Importante è anche l’oggetto della mail: se alla base c’è un rapporto di buona conoscenza con il destinatario potresti anche scrivere: “Ho pensato di mandarti questo”, se invece c’è una conoscenza flebile meglio scrivere “Demo – nomeartista”


3. Aspettare e se necessario ricordare

Una volta inviato il tutto, non ti resta che attendere: se il responso non arriva dopo una settimana, potresti ricordare al destinatario di quanto hai inviato. Se ci parli molto su Facebook o Twitter, puoi ricordarlo anche attraverso una conversazione, altrimenti ricorri ancora alla semplice mail come “Hey Marco, hai ricevuto la mia mail?”. Se al trascorrere delle settimane non ricevi notizie, fatti sentire di nuovo o altrimenti chiama se trascorrerà un mese dall’inivio.
4. Tempo di revisione

Se tutto va bene e riceverai una risposta, l’etichetta inizierà a seguirti con maggiore interesse fino a proporti un incontro per parlare di un contratto. Se ciò non accade, potrebbe trattarsi di un rifiuto oppure si potrebbe non essere stati proprio ascoltati. Rifletti, e cerca di capire quali segali l’etichetta può mandarti.


5. Nessun successo? Avanti il prossimo

La prima cosa da fare è fermarsi e pensare per un po’. Se non sei riuscito a concludere nulla con la prima casa discografica della lista, è il momento di andare avanti e iniziare il processo di presentazione dal principio. Ancora una volta potresti fallire, ma potrebbe anche andare bene.


6. E se nessuna etichetta risponde?

Se accade di fallire per cinque volte bisogna essere sinceri con se stessi: si tratta di una scia di sfortuna o forse c’è bisogno di migliorare qualcosa? Rivedi la tua musica, chiediti come potrebbe migliorare e soprattutto cosa potrebbe non convincere le etichette. Oppure, chiediti se le relazioni che hai instaurato sono state così convincenti e se le avete costruite bene.
Se credi che la tua musica non c’entri nulla, allora dalle cinque puoi passare a dieci etichette a cui sottoporti: se neppure con le altre riesci ad ottenere un successo, allora è chiaro che bisogna tornare al punto di partenza e lavorare su se stessi e sulla propria musica.
Riuscire ad avere un contratto discografico non è così complicato, ma richiede un’attenta combinazione: una buona musica, un’ottima presentazione, amici giusti, molta comunicazione e tenacia. Se riesci a rendere convincenti tutti questi fattori, vedrai che i risultati non tarderanno ad arrivare.




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Manca l’ispirazione ? 8 idee per essere piu’ produttivo

Qualche aiuto per essere piu’ produttivi

Oggi parliamo di un momento fondamentale e tra i più belli per ogni musicista: si tratta della fase di composizione.

Step che spesso oscilla tra il bello e il dannato quando magari siamo sul punto di finire una canzone, e l’ispirazione d’improvviso sembra essersi dileguata oppure semplicemente non ci si sente mai soddisfatti di quanto realizzato. Ecco che oggi vi lascio alcuni suggerimenti per ritrovare la luce artistica che può capitare di perdere di vista.




1.Non banalizzare, trascurare e disprezzare subito le tue idee


Spesso accade che allo sbocciare di una nuova idea per infiniti motivi la demoliamo immediatamente, dicendoci “No, inizio da capo”. Ripartire è fondamentale, ma prima o poi una pista va seguita altrimenti si finisce per rimandare continuamente provocando circoli di idee senza sbocco che non vi porteranno da nessuna parte. Come ci ricorda Thomas Edison “Il genio è l’ uno per cento di ispirazione, il novantanove per cento è sudore”: vale la pena quindi iniziare a lavorare un abbozzo e vedere fino a dove ci porta. Solo dopo essere andati in fondo e magari aver scoperto che non può funzionare, allora sarà il caso di ricominciare.




2. Scrivere qualcosa ogni giorno


Questo punto si collega al precedente. E’ chiaro che l’ispirazione per comporre non è sempre presente: dei giorni saranno più produttivi di altri, ecco perchè non puoi programmare di quanto andrai avanti nel lavoro. Tuttavia buttare giù qualcosa ogni giorno, e non ha importanza quanto, è pur sempre un passo avanti che ti farà anche sentire meglio grazie alla percezione di star procedendo. Ciò motiva molto nel portare a termine la composizione.




3. Una piccola pausa prima di procedere: fare una passeggiata


Piuttosto che spingersi a comporre fino all’alba, è molto più salutare dedicarsi ad una piacevole passeggiata all’aria aperta. L’ossigeno e una buona respirazione vi aiuteranno a concentrarvi maggiormente oltre che a suggerirvi nuove idee, la natura infatti e quanto ci circonda può essere grande motivi di ispirazione.




4. Ascoltare la propria musica con orecchie “riposate”


Ricordate di fare una pausa tra una sessione di lavoro e l’altra, proprio per evitare che le vostre orecchie ne escano “fumate”, a forza di ascoltare sempre lo stesso loop e idee musicali. Vi siete mai chiesti perchè quando create una musica un giorno, il mattino successivo qualche volta vi siete stupiti di quanto avevate ascoltato in precedenza? Insomma vi sembrerà che qualcosa non funzioni, ma il giorno prima le vostre orecchie stanche, abituate a sentire sempre lo stesso, non ci hanno fatto caso. Ecco perchè le pause dal lavoro sono fondamentali, specie se lavorate al computer.




5. Seguire una struttura


Quando si parla di creazione e composizione non è bello usare il termine “programmare”, ma talvolta può essere utile: se per esempio si compone una musica da film, è importante tenere a mente per quale scena è prevista e se il nostro lavoro si adegua alla finalità della nostra composizione. Ciò può soffocare la creatività, ma ci aiuta a tenere a mente il nostro percorso: una buona idea può essere quella di realizzare anche altre eventuali idee musicali che vi affiorano e in seguito vedere se possono adeguarsi alla composizione sui cui state lavorando.




6. Accetta il consiglio di amici e altri musicisti


Confrontarsi con altre persone, che siano addetti ai lavori e non, è fondamentale per trarne il meglio dal vostro lavoro. Se ad esempio vi siete bloccati, chiedere consiglio ad un musicista può aiutarvi a collezionare nuove idee per procedere. Se invece volete arricchire la vostra composizione, far ascoltare la vostra musica anche a chi non è musicista può fornirvi nuove suggestioni. Ecco perchè è importante che facciate ascoltare la vostra musica, così da migliorarvi con critiche e impressioni costruttive.




7. Scrivi in un nuovo stile


Rinnovarsi e accettare nuove sfide fa parte della vita, come anche del lavoro. Si approfondisce l’interesse verso la composizione e ci si mette alla prova come musicisti scrivendo in stili diversi: se ad esempio di solito scrivi musica hip-hop, allora lanciati nella composizione di un pezzo jazz. Per acquisire questa poliedricità sarà fondamentale quindi dedicarsi ad un ascolto di musica sempre nuovo, attento e variegato: in questo modo riuscirai a creare anche un tuo stile, fatto dai suoni che ti hanno maggiormente influenzato nell’ascolto e nella scrittura.




8. Impara da altri compositori, autori e produttori


Immagina come il tuo musicista componga, che percezioni sviluppi nell’ascolto e nell’osservazione, come le renda in musica:questo lavoro mentale può aiutarti a creare nuove idee, stili e melodie per la tua composizione. Anche visitare il sito web di musicisti può essere utile, per scoprire i loro consigli sulla composizione e produzione.





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sorpresa

La musica commerciale non esiste !





Prima di gridare “Ma che sei pazzo ?? “, vi spiego il mio perchè:

Nel corso dei secoli la musica da puro mezzo di piacere e divertimento, si è trasformata in una forma di business, una fonte di lavoro e guadagno per centinaia di persone; tutta la gente che ruota intorno agli artisti, agli spettacoli e alla produzione di supporti per l’ascolto della musica, trae beneficio economico dalla musica. Quindi possiamo dire che:

“oggi la musica è sempre una forma d’arte, ma non più libera espressione fine a se stessa o racconto musicale dei sentimenti e delle emozioni umane, bensì un grande mercato.”



Questo non sempre è gradito al pubblico, spesso si sentono critiche nei confronti della cosiddetta “musica commerciale”; la musica non dovrebbe essere un  business? Impossibile che non lo sia, dietro ogni artista e ogni band c’è un gran giro di lavoro, di contatti e di commercio, che bene o male danno da vivere a molte persone.

Chi ama la musica, suo malgrado deve adattarsi a queste leggi, a meno che non abbia un patrimonio personale da investire in un progetto musicale, ma in questo caso tutto cambia aspetto e diventa estremamente semplice. A mio parere in ogni caso la musica prodotta e diffusa anche a scopo “lavorativo” non necessariamente di scarsa qualità; anche i musicisti di talento devono vivere e se una bella musica frutta anche qualche soldo, non è di certo sconveniente. Inoltre quale è davvero la differenza tra musica commerciale e musica non commerciale? Dove  si pone la linea di demarcazione di questi due mondi? Io credo  che non esista affatto, una bella musica, una buona canzone diventa commerciale nel momento preciso che il pubblico ne decreta il successo, se piace… vende; punto. Ovviamente avendo successo incrementa le vendite di se stessa, ma alla partenza era solo una musica, scritta da qualcuno e cantata da qualcun altro, è il pubblico che ha il potere finale di mandare alle stelle un brano o di lasciarlo rimanere nell’ombra.

La musica è arte, un’arte registrata, catturata, incanalata in una raccolta di suoni e immagini, un bene di valore tangibile da acquistare; in base a una valutazione che parte dal gusto personale, una merce di valore assunto; in poche parole creatività e business vanno a braccetto. Quindi, se avete intenzione di fare della musica, la vostra professione, cioè vendere arte, esperienze, o connessioni emotive, in modo di poter mettere ogni giorno il cibo sul tavolo, non pensate di essere “commerciali” ma credete in quello che fate, fatelo bene, fatelo con il cuore, e soprattutto con semplicità; se poi sarete cosi bravi da viverci ben venga!

L’importante è restare sè stessi, credere in quello che si fa, essere umili, e  impegnare ogni briciolo di talento per produrre testi unici e melodie vincenti;

“la musica commerciale non esiste; esiste invece la buona musica che tutti vogliono avere, e se per fare questo la gente paga, compera… significa soltanto che avete fatto un buon lavoro…godetevelo!”





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Uomo seduto

Gli errori più comuni per i Musicisti Emergenti

Ecco gli errori più comuni che i musicisti principianti fanno quando cercano di entrare nel mondo della musica e del suo business

Se si vuole avere successo nel mondo della musica, ci sono molte cose che dovete sapere e molte che vanno fatte.



Ma anche se si ottiene una buona partenza, si può non raggiungere il successo a causa di errori critici lungo la strada (e ce ne sono molti che farete, se non fate attenzione).




– Affidarsi a troppe persone, mentori e manager magari improvvisati, ecco uno sbaglio che molti musicisti fanno spesso. Il mio consiglio e di affidarsi solo a una persona alla volta e che questa abbia una documentazione a disposizione per verificare successi e progetti passati (non fidatevi delle parole).




– Non avere una immagine convincente adatta alla musica che proponete. La maggior parte dei musicisti e band sottovalutano l’importanza della propria immagine. Sì, la musica è fatta di “musica” per cosi dire ma gli affari, la musica e il successo fanno parte di un pacchetto più completo che include oltre la musica anche immagine e spettacolo visivo tra le altre cose che devono essere sviluppate in modo congruente tra loro.




– Come paradosso abbiamo poi l’errore contrario: cioè badare troppo all’immagine e a farsi conoscere velocemente attraverso di essa invece di consolidare prima l’interesse del pubblico verso la vostra musica con ascolti e interviste in radio, rotazione radiofonica dei brani, eventi live e ogni forma di comunicazione che raggiunga il pubblico.




– Puntate tutto sui social media, anche se sono le chiavi per la promozione della vostra musica online, ricorda che i siti di social media sono solo uno dei tanti strumenti. Si tratta di un pezzo del puzzle del marketing on line musicale. Le aziende del settore “Musica” come etichette discografiche, manager per artisti, agenti di promozione ecc. sono molto interessanti e utili allo sviluppo della popolarità del vostro sito web come della notorietà dunque è d’obbligo allacciare contatti anche con questi professionisti . Trovate sempre del tempo per questo tipo di relazioni.




– Non Impegnarsi  al massimo e con tutte le energie nel progetto musicale. un grave errore è quello di dedicargli solo del tempo marginale; se credete in quello che fate dovete dare il massimo. E circondarvi di persone che affrontano la cosa con lo stesso intento, determinazione e passione.




– Non fate l’errore di pensare che gli eventi live anche di media importanza non servano; dovete cantare/suonare dal vivo ogni volta vi si presenta l’occasione, inoltre tenete presente che per far partire un progetto musicale che riesca ad aprirvi per una carriera musicale ad un buon livello , bisogna avere dei fondi ed imparare ad investirli nei mezzi necessari a diventare una band di successo (marketing, studi registrazione di livello, promozione su web, rotazioni radiofoniche). Senza un minimo di budget iniziale non si va molto lontano. Duro da mandare giù ma vero! Dunque sfruttate ogni opportunità per suonare dal vivo e portatevi con voi alcuni Cd da vendere durante questi eventi.




– Non bastano le prove. Lavorate tanto sulla qualità della musica nuova inedita e migliorate il vostro talento con studio quotidiano dello strumento, non basta solo quando siete alle prove. Proponete i vostri lavori inizialmente a case discografiche minori per farvi notare, non puntate subito in alto con il rischio di un rifiuto e cattiva pubblicità.

Riguardi le case discografiche, tenete presente che vogliono conoscere la vostra musica, il vostro talento e la vostra band, ma anche quanto valete come persone, quanto siete affidabili e soprattutto quanto la vostra musica può trasformarsi in un buon investimento.





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felice

10 modi per essere musicista e felice allo stesso tempo

In quanto artisti ci si ritrova sempre a fare i conti con sé stessi, imparando ad evolversi…Cambiamo noi stessi ma anche ciò che ci circonda: si è inevitabilmente costretti a fare dei sacrifici di tipo finanziario, sociale, emotivo e fisico.

Essere un’artista vuol dire avere una vita dura certo, ma noi possiamo renderla più liscia.



Se acquisisci la consapevolezza di ciò che ti accade intorno e di ciò che stai facendo, scoprirai presto che essere un’artista è un percorso gratificante e soddisfacente, se sarai disposto a dare tutto il tuo potenziale.




1. E’ il viaggio che conta, non la destinazione


Smetti di fare paragoni tra te e gli altri: ognuno ha i suoi ostacoli e problemi di cui non saprai mai nulla. Smetti quindi di desiderare il successo altrui, questo è un punto debole che rischia solo di danneggiarti, una dura minaccia che ti porta ad essere duro con te stesso. Tutto dipende da te e da chi entra in contatto con ciò che fai, e se stai cercando solo la fama allora stai inseguendo la strada sbagliata. Concentrati su ciò che stai realizzando e puoi realizzare, lavora su i tuoi punti di forza e gioisci del successo altrui. Ognuno persegue la propria strada e se qualcosa non vi piace come stia andando, allora sei sempre in tempo per cambiare e modificare tutto.





2. Frena l’odio.


La gelosia, è un affare comune. Ma un odio estremo ti uccide solo. Rispetta quindi gli altri e ciò che riescono a realizzare: questo non vuol dire che bisogna farsi piacere tutti o di lodarli, ma mantenere una certa apertura e tenersi qualche commento negativo per sé non fa mai male. Accetta il fatto che fuori di te il mondo scorre e va avanti, e che quindi ci sarà sempre qualcuno che starà facendo qualcosa di diverso o simile a te. Ma tu devi concentrarti soprattutto su te stesso.

…E se qualcuno odia te, e lo manifesta attraverso messaggi e social network, semplicemente ignoralo! Ricorda che loro vogliono che tu esploda, e dargli questa soddisfazione andrebbe unicamente a loro vantaggio.




3. Conserva le critiche costruttive


La gente non smetterà mai di dirti cosa pensa sia bene per te, cosa funzioni meglio, quale musica o immagine si addica di più a te e alla tua band. Ognuno ha il suo gusto e la sua opinione, che vanno rispettate ma non devono influenzarti: ben vengano le critiche e riflessioni costruttive, che sono sempre occasione di crescita, e per coglierle fidati sempre di te stesso. C’è chi è degno di essere ascoltato e chi no.




4. Il No


Il mondo è pieno di chi ti dirà no, ma tu concentrati sui si e prendi un no come una sfida da vincere. Ricordati però che non puoi stare lì ad accontentare tutti.




5. Tenersi in forma e mangiare bene


Questo non vuol dire che debba sottoporti a faticosi allenamenti o che tu debba diventare vegetariano, ma mangiare bene e concedersi un po’ di attività fisica fa bene alla tua persona quanto alla tua carriera: è un modo per tenere in forma fisico e cervello. Andare in palestra, fare karate, correre, qualsiasi attività metta in moto il tuo corpo ti aiuterà a vivere di più, a sentirti meglio e sano anche sul palco. Occhio quindi anche durante i tour a quanto e come mangi, senza dimenticare qualche esercizio di riscaldamento prima di salire sul palco.




6. Pianificare la tua strada, dentro e fuori.


Si tratti di un tour di un weekend, di una settimana o di un mese, pianifica sempre tutto per tempo, risparmiando soldi, energie e tempo strada facendo. Prima di iniziare il tour metti da parte un po’ di snack e ogni tipo di cibo sia facilmente trasportabile da tenere caldo o freddo, e non dimenticare quindi le strumentazioni adatte per conservarlo: se viaggiate in furgone questo tipo di organizzazione alimentare è la più efficace. E’ un piccolo segreto per tenere anche sotto controllo la propria dieta, avere sempre cibo a portata di mano e soprattutto non cedere al pericolo dei fastfood che potreste incontrare lungo la strada.

Occhio anche agli obiettivi da portare a termine: che siano di breve o lunga durata è sempre importante non perdere mai di vista il percorso lungo il quale si sta camminando: pianificate il tour, le date e appuntate nuove idee a cui dare scadenze e iniziare la sfida per potarle a termine in tempo.




7. Soldi, soldi, soldi e soldi


E’ il più grande problema di un’artista il denaro: imparare a gestirlo ed ad amministrarlo è la prima regola per non buttarlo. Pensa sempre a come puoi portare denaro nelle tue tasche attraverso la tua attività: promozione, lezioni, gadget, cover band…




8. Sappi chi sei e cosa vuoi


Pensa alla tua musica: quale messaggio vuoi dare ai tuoi fan? Ricorda sempre che qualunque cosa fai sarà sempre una forma di comunicazione, per cui stai attento a fare qualcosa che non si addica ai tuoi valori. Fa sempre ciò che ti senti, e non buttarti nella musica solo per fama o solo perché qualcun altro è riuscito a sfondare. La musica è prima di tutto attenzione alla verità, è onestà: se vuoi una lunga carriera, non puntare ad essere uno dei tanti.




9. Sii simpatico


Dedica del tempo agli amici, ai fan, ai tuoi potenziali partner d’affari, e vedrai come la gente saprà rispettarti: saranno più predisposti ad aiutarti . Non ignorare nessuno, dedica più spazio e tempo a chiunque lavori con te e per te.




10. Creatività non vuol dire ruota libera


Hai il blocco dello scrittore? Esercitati dandoti delle regole: scrivere una strofa, una linea di pentagramma, una canzone su un determinato tema, datti un tempo preciso. Può sembrare stupido, ma darsi dei confini aiuta a potenziare la propria creatività, ad uscire dagli schemi e scoprire nuove prospettive. Cambia quindi ambiente dove scrivere, suonare e non metterti troppa pressione: basta una semplice variante per farti sviluppare nuove idee e riuscire a buttare giù righe inaspettate.
E soprattutto non fermarti alla musica: leggi, scrivi, fotografa, ascolta, viaggia, osserva, disegna, dipingi. Tutto può aiutare a sviluppare e risvegliare la tua creatività, accostandoti sempre con la curiosità di un bambino per scoprire il tuo mondo interiore.




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10 mosse per smuovere la tua carriera musicale





Alcuni suggerimenti per la tua carriera



Non ha importanza a che punto i trovi della tua carriera, perché quello che conta è guardare sempre al principio, alle basi che ti permettono di portarla avanti.

Partire ogni volta come se tu fossi un principiante può essere un’arma vincente perché ti permette di vedere e cogliere tutte le possibilità che hai. Ecco allora di seguito i dieci suggerimenti che ti aiuteranno ad avanzare nella tua carriera musicale.




1. Disporre di un piano


Scrivilo! E ‘ stato più volte dimostrato che scrivere può psicologicamente aiutare nella stesura, elaborazione e compimento dei tuoi obiettivi, perché non solo si recepiscono meglio le informazioni ma ti permette anche di focalizzarti con più chiarezza sul piano da portare a termine. Se hai già appuntato i tuoi obiettivi, riscrivili nuovamente su un pezzo di carta: spesso riscriverli può condurti a nuove intuizioni, capaci di migliorare l’efficacia del tuo piano. Bisogna acquisire una certa flessibilità nel formulare i propri obiettivi, così da non incontrare confusione e incertezza al momento della loro concretizzazione.




2. Tutto è in vendita


Lavorare da professionista nel mondo della musica ti porta inevitabilmente alla consapevolezza che non c’è davvero nulla che non sia in vendita, un concetto non facile da digerire per tutti. La musica è vero che è pur sempre un’arte che linguisticamente è capace di comunicare a tutto il mondo, senza distinzione alcuna, ma è anche una forma di intrattenimento e come tale un professionista è anche un po’ un “animatore” che viene pagato per il tempo e la fatica che vi dedica. Ecco perché è fondamentale imparare ad amare ed apprezzare anche questo aspetto. Che tu sia sul palco o ad una conferenza, ricorda che tutto ciò che fai ha un prezzo.




3. Network


Quante volte avrai sentito che non è tanto quello che sai, ma chi ti conosce: certamente è vero, però non va dimenticato che sei sempre tu a scegliere le persone di cui circondarti, puntando su quelle che potenzialmente non solo possono essere indispensabili per lo sviluppo della tua carriera ma che siano anche potenzialmente in linea con la tua filosofia d’azione. Non si possono certo distribuire biglietti da visita a tutti! Bisogna allora prima di tutto chiedersi che cosa tu abbia da offrire ad un altro, e per quale motivo possa sentire il bisogno di legarsi a te: il network è la ragnatela di uno scambio reciproco, dove ogni filamento è collegato ad un altro e resta stabile perché c’è una tensione d’aiuto reciproca. Per questo bisogna aiutare gli altri spinti dalla reale volontà di volerlo fare, per dare e ricevere.




4. Collaborare creando partnership


In un mondo ideale ci piacerebbe disporre di un’ingente somma di capitali che possa pagare il lavoro di tutti, ma non si tratta di questo mondo. Se pure però non si dispone di una grande quantità di soldi non è detto che siano l’unico modo per ringraziare il lavoro di qualcun altro: a volte basta chiedere di cosa ha bisogno l’altro per ricambiare il favore, e costruire una partnership intelligente.




5. Circondati di “vincitori”


Attenzione! Non vogliamo dirvi che dovete andare alla ricerca unicamente di vittoriosi ma sapersi circondare delle persone giuste, quelle che colta la tua passione ti spingono a proseguire e ti incoraggiano. E’ molto importante avere qualcuno che ci sostenga, e non trascorra il tempo a ricordarci quanto sia rischioso e complicato il gioco che stiamo portando avanti. A volte può essere molto utile leggere le storie di persone di successo, e prenderne esempio per modellare al meglio il nostro percorso: una sorta di mentore, meglio ancora se riesci a trovare uno in carne e ossa che possa guidarti e orientarti alle migliori prospettive.




6. Correre rischi


Lungo un percorso è inevitabile trovarsi a fare i conti con delle scelte importanti con cui tuttavia possiamo non avere una certa familiarità: supera i dubbi, la timidezza, poniti delle sfide costanti che ti facciano crescere.




7. Essere ottimisti


Il pessimismo è una grave malattia: un conto è essere razionali, l’altro è affrontare con oscurità, insicurezza e paura le sfide che ci pone la vita. Ecco perché tornando al punto precedente abbiamo bisogno di vincitori: sono loro che possono spingerci con la giusta dose di entusiasmo a proseguire per le strade più ripide.




8. Essere professionali


Presentati con serietà e professionalità alle persone che ti circondano, ed in questo caso spesso conta anche l’immagine: in un ambiente professionale un abbigliamento adeguato, un linguaggio pertinente all’occasione, scrivere una mail in modo corretto sono segnali di un vostro modo di essere e presentarvi in un determinato contesto.




9. Educare se stessi


Una buona cultura e informazione sul tuo settore non guasta di certo, ma anzi è un vantaggio in più nel mostrarsi appetibili al mercato quanto alla conversazioni: essere a conoscenza delle ultime novità musicali o sulle novità di diversi ambiti del tuo settore ti aiuta non solo nel rapporto con gli altri, ma torna utile anche a te stesso nell’improntare delle efficaci strategie di business.




10. Farsi notare


Tranquillo, nessun abbigliamento o comportamento eccentrico! Basta la buona vecchia regola dell’essere se stessi: ciascuno di noi è unico, ha un suo mondo da far scoprire e questo basterà a renderti memorabile agli altri facendo delle semplici associazioni mentali. Per distinguersi e andare avanti è importante diventare unici e straordinari in quello che si fa, ecco perché è importante che tu metta in moto anche la tua creatività che ti renderà autentico e appassionato all’interno del settore che ami e in cui desideri lavorare.




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Obiettivi vincenti per musicisti: il metodo S.M.A.R.T.




Avere una visione chiara



Una volta compreso che non è impossibile trarre vantaggi economici dalla propria carriera musicale, diventa indispensabile comprendere che ogni passo ha la sua tempistica da rispettare: per farlo occorre prendere carta e penna, e fissare gli obiettivi da portare a termine.

E’ semplice dire “ Voglio fra crescere il mio numero di fans”, ma poi dovrai chiedere inevitabilmente a te stesso in che modo puoi rendere concreto questo tuo desiderio?

Dire volere non basta, c’è bisogno di essere più specifici ed elaborare un piano d’azione!



Gli studi hanno dimostrato che le possibilità di raggiungere un obiettivo sono maggiori, se hai davanti una chiara visione che ti permetta di comprendere dove e come vuoi arrivare al tuo scopo. Ecco perché parliamo di un metodo “Smart”, che in inglese vuol dire “intelligente”: certo i nostri obiettivi dovranno essere intelligenti, ma come possiamo renderli tali?
Ci basta allora scomporre la parola in questione per capire la natura degli obiettivi che dovremo porci: S come specifico, M come misurabile, A come accessibile, R come realistico e T che in inglese sta per “Timed” lo tradurremo come programmato, intendendo un obiettivo per cui dovremmo rispettare la tempistica che ci saremo posti nel realizzarlo. Il nostro obiettivo quindi dovrà avere tutte queste intenzioni, che nel formulare la nostra lista di proposito dovremo tenere sempre presenti. Ogni obiettivo avrà la sue caratteristiche, ma ciò che conta è che risponderà sempre ai criteri sopraelencati.

Facciamo un esempio: Voglio conquistare un numero sempre maggiore di fans

Formulare un obiettivo del genere è davvero molto vago perché non ci permette di comprendere il dove, il come e il quando riusciremo a raggiungerlo. E’ come dire “Voglio diventare ricco”. Bisogna allora essere più specifici e chiedersi come poter incrementare il proprio numero di fans, quindi realizzando video da casa che ti presentino mentre interpreti una cover, e disponendo di un canale You Tube potrai accedere ad un pubblico vasto di utenti a cui presentare il tuo materiale musicale. Potrai inoltre caricare i tuoi video sulla pagina Facebook e invitare a mettere “mi piace”, magari arricchendo volta per volta il tuo spazio con contenuti esclusivi e aggiuntivi.

Ecco allora come riformuleremo il nostro obiettivo: “Voglio conquistare un maggior numero di fans su Facebook realizzando cover su You Tube

Ora ogni volta che guarderai a questo obiettivo, saprai chiaramente cosa raggiungere. Se vorrai incrementare il tuo pubblico facendo altre cose, basterà modificare sempre lo stesso inciso con nuovi dettagli.
Adesso però l’obiettivo dovrà essere misurabile: come potremo dire di aver raggiunto il nostro obiettivo se non avremo un obiettivo chiaro a cui rivolgerci? Cosa vuol dire “un maggior numero”? Sono 20, 100 oppure 1000?
Per fare un esempio utilizzeremo i follower di Facebook come quantità misurabile, ma potrai riferirti anche agli iscritti della tua mailing list, oppure cambiare anche l’obiettivo: potrebbero essere più concerti, più soldi… Nel caso di Facebook, ecco come varierà ancora la formulazione del nostro obiettivo:

“Voglio aumentare il mio numero di follower su Facebook almeno fino a quota 100 realizzando cover su You Tube”

Formulato così, l’obiettivo diventa misurabile e possiamo renderci conto di quanto ci manca per raggiungere il nostro obiettivo. Tuttavia non possiamo fermarci qui, perché possiamo rendere il nostro obiettivo ancora più utile concentrandoci sull’accessibilità dell’obiettivo: acquisire 100 fans su Facebook è un obiettivo facilmente raggiungibile se si sa come spronare l’interesse costantemente l’interesse di chi inizia a seguirti. Tuttavia non bisogna mai dimenticare che il nostro obiettivo dovrà anche essere realistico: porsi l’obiettivo ad esempio di raggiungere la quota di 10.000 fans è un traguardo difficile se non impossibile per un musicista indipendente. Non bisogna quindi mai esagerare con i numeri: servono unicamente a rendere più gestibili e più chiari i passi che dovrai realizzare nel costruire la tua carriera musicale: ogni obiettivo costruisce dei passi graduali, quindi non si tratterà mai di obiettivi di brevissimo termine e che rischierebbero di deluderti: sono molti coloro che dopo i primi tentativi di successo non ottengono quanto sperato e decidono di mettere da parte i loro sogni, senza capire che è solo passo dopo passo, perseguendo obiettivi realizzabili e realistici, che arrivano i successi. Ad ogni successo poi sarà possibile gradualmente puntare sempre più in alto. Per seguire questa scala di obiettivi, ci sarà bisogno chiaramente di porsi un tempo d’azione: non è proficuo perseguire un obiettivo dalla durata infinita perché non ti permetterà di avanzare, tenendoti fermo sempre allo stesso punto. Darsi un limite di tempo permetterà anche di capire se stiamo inseguendo qualcosa di concretamente realizzabile.
Ad esempio, per raggiungere 100 follower su Facebook potremmo ipotizzare di impiegarci quattro mesi, anche se avendo già una buona base di fan potremmo anche impiegarci di meno. A questo punto riformuleremo il nostro obiettivo:

“Voglio aumentare il mio numero di follower su Facebook raggiungendo quota 100, realizzando cover su You Tube. Lo farò nei prossimi quattro mesi( specificando i mesi e la data da cui parte la realizzazione dell’obiettivo)

A questo punto abbiamo formulato un obiettivo decisamente Smart! Invece di dire semplicemente che vuoi qualcosa, in questo modo sai chiaramente come muoverti per perseguire i tuoi desideri e trasformarli in obiettivi concreti: puoi così in qualsiasi momento renderti conto di quali progressi hai fatto per raggiungerlo e quanto ti manca per poterlo realizzare, e quindi provare la piacevole sensazione di spuntarlo sulla carta.
Un processo del genere andrebbe applicato ogni volta che abbiamo bisogno di perseguire degli obiettivi, e raccoglierli in un plan che fotografi i passi della tua carriera musicale: andrebbe fatto per aumentare i propri concerti, i tempi e gli obiettivi necessari per la realizzazione di un album oppure per lavorare su come aumentare la propria paga.

Piccola nota:
Quando appunti gli obiettivi da raggiungere, ricordati di farlo secondo obiettivi misurabili: non scrivere che vuoi diventare ricco o che vuoi fare tanti soldi, ma bisogna muoversi passo dopo passo e proseguire solo dopo aver raggiunto ogni piccolo passo pianificato.

E se non riesci a realizzare gli obiettivi pianificati? E se invece li realizzi?



Tracciati i vostri obiettivi secondo il metodo smart, iniziate a seguire il vostro plan: ad un certo punto però ti rendi conto che le cose non stanno andando esattamente come avevi pianificato. Cosa puoi fare? Nulla di più semplice, perché il vantaggio di questi obiettivi smart è quello di essere assolutamente flessibili: puoi sempre renderli più realistici e più raggiungibili a seconda di come si evolva la situazione, perché possono sempre presentarsi delle complicazioni.

Se questo accade puoi sempre tornare indietro e aggiustare il tiro: riprendendo l’esempio di prima, anziché rincorrere l’obiettivo di raggiungere 100 fans puoi dimezzarli e porti l’obiettivo di raggiungerne 50. E’ importante infatti formulare obiettivi che senti di poter raggiungere: se nel perseguirli non provi ciò, allora è bene modificare sempre l’obiettivo che ti sei preposto.

Se invece ti accorgi che quei 100 fans riesci a raggiungerli prima del tempo calcolato, perché non provare a formulare un nuovo obiettivo che ti porti a superare quella quota? Fallo però solo se senti che questa decisione possa portare vantaggi alla tua carriera: magari potresti semplicemente pensare di migliorare i rapporti e approfondirli con questi nuovi 100 fan conquistati, piuttosto che dedicarti a volerne conquistare altri.
Raggiunto però ogni obiettivo, c’è però qualcos’altro che dovresti fare, per esempio riflettere su quanto raggiunto: cosa è andato bene e cosa no? L’obiettivo era abbastanza stimolante? C’è qualcosa che puoi fare per migliorare la realizzazione dei tuoi obiettivi?

Obiettivo dopo obiettivo, riuscirai a capire qual è il tuo punto di forza nella loro realizzazione: cosa riesci a realizzare con più facilità oppure cosa impieghi più tempo a raggiungere, e che quindi ti richiederà più tempo e attenzione. Il segreto è lavorare in modo intelligente, e davvero tanto.




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