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Guida per un contratto discografico

Hai della buona musica da proporre e sogni un contratto discografico? Ti chiedi spesso come i grandi artisti siano giunti ad ottenere un contratto discografico? Oggi proviamo a darti una risposta in un modo un po’ anticonvenzionale, che richiede un po’ di lavoro duro ma che ripaga e ti può portare ad un contratto discografico con un’etichetta importante.


Le basi

Prima di intraprendere qualsiasi azione dobbiamo valorizzare ciò che abbiamo, e puntare al meglio su le nostre armi principali: musica e presentazione. Vi si deve lavorare prima di accostarsi a qualsiasi casa discografica.
Musica. La musica è da dove tutto ha inizio, ed è la parte essenziale del puzzle. La tua musica deve essere assolutamente accattivante, capace di entrare immediatamente in testa.


-Avere un feedback

Prima di presentarsi ad una casa discografica è necessario lavorare sul feedback, che non deve essere quello di amici e parenti, ma farsi conoscere e ascoltare da potenziali fan della tua musica quanto da addetti al settore. Oggi con i social e in generale con Internet è molto semplice raggiungere diverse persone e raccogliere quanti più pareri, che siano positivi e negativi.


-Pulire il suono

Realizzata la traccia, assicurati di pulire il suono: si tratta di mixaggio e mastering che sapranno rendere “buono” il suono della tua produzione. Si tratta di quegli ultimi ritocchi che possono fare la differenza, anche se non sei un grande esperto ti basta un minimo di orecchio e attenzione per capire come rendere quanto più pulito il suono. E’ chiaro che se hai già lavorato come produttore saprai già come mettere le mani, ma se non lo sei puoi rivolgerti a qualcuno di esperto, un tecnico del suono che sappia cosa fare e non ad un amico che si improvvisi produttore perché conosce qualche rudimento audio. In quel caso, puoi anche imparare a farlo tu da solo.
Presentazione. Ricordi l’espressione “La prima impressione è quella che conta?”. Mai fu detta frase più vera, soprattutto se stai cercando di avere un contratto discografico. Se proponi ad una casa discografica di ascoltare la tua musica, tra le possibilità di conoscerti meglio c’è quella di dare occhio al tuo profilo online: se non lo fanno, potrebbero però decidere di tenerti d’occhio se la tua musica li ha almeno intrigati. Ad ogni modo devi lavorare bene sull’impressione che puoi lasciare, e lo puoi fare curando alcuni aspetti fondamentali per la tua presentazione.


-Social Media

Crea e aggiorna sempre tutti i tuoi account a tuo nome come artista, fondamentali Facebook, Twitter e Soundcloud, e You Tube. Unifica sempre i tuoi Url, ad esempio se quello di Facebook è www.facebook.com/nomeband , allora anche su soundcloud sarà www.souncloud.com/nomeband . Molto utile sarà fare in modo che ogni profilo rimandi ad un altro, così da poter rendere visibili tutte le tue presenze online.


-Avere un proprio sito

Spendendo poco si può avere ed è importante avere un proprio sito web, e le piattaforme tra cui scegliere sono davvero tantissime: scegli sempre quella che più risponde alle tue esigenze, e soprattutto ricorda che l’indirizzo dovrà avere al suo interno il nome della band.


– Grafica

Curare la grafica del proprio sito web e renderla al meglio deve essere uno dei tuoi primi obiettivi nella sua costruzione: belle foto, un logo e una buona grafica sono i passi necessari di una buona presentazione, che deve subito essere piacevole e risaltare all’occhio. Per fare ciò occorre un buon designer che curi in generale tutta la vostra grafica, da richiamare anche sui social che devono essere ben collegati al sito web che sarà sempre la tua base principale. Certo un buon designer ha un suo costo, ma i vantaggi magari di una collaborazione scambievole possono aiutarti a cercare qualcuno disposto a contrattare un buon prezzo o magari una collaborazione di partnership. Su internet si possono trovare davvero tante buone occasioni, l’importante è assicurarsi sempre che si tratti di persone serie e professionali.

Sono queste le basi per trasmettere all’etichetta ma anche ai tuoi fan che sei un’artista serio.



Pensare come un’etichetta


E’ sempre importante conoscere e studiare il proprio nemico, e allora comincia a pensare come un’etichetta. Chiediti cosa si aspettano, cosa vogliono, cosa cercano e perché.


Un’etichetta è un business

Al di là di tutto un’etichetta è una società d’affari: è un’azienda che va incontro a dei costi, di produzione, distribuzione, stampa, e ha bisogno di coprire tutte le spese per ottenere anche quella cosa in più che sarà il suo profitto. Questo si ottiene vendendo musica, dai guadagni che arrivano dalle licenze, e talvolta dalla partecipazione ad eventi e dalla vendita di gadget. E’ lo stesso per qualsiasi etichetta, che si occupi di musica commerciale o underground. Consapevole di questo processo, pensa che tipi di artisti un’etichetta può cercare, che l’aiuti in questo intento: fare buona musica, un buon fanbase, una musica che si accompagni anche ad un buon marketing, e quanto tu puoi riuscire in questo più risulterai appetibile ai loro occhi.


Sono bombardati di demo

Le buone etichette ricevono anche migliaia di demo in un mese, e spesso hanno un responsabile che se ne occupa e va alla ricerca di artisti interessanti. Se ne accumulano così tante di demo che è davvero difficile per loro starvi dietro, e molti per quanto si propongano di ascoltarne un tot al giorno, finiscono per impiegare davvero tanto per ascoltarle o non farlo per niente. Più che le demo, oggi sono i network a portare gli artisti da questi responsabili.


Cosa cercano

Fondamentalmente, le etichette cercano la hit. Non è tanto una hit da mainstream, ma qualcosa che sia abbastanza unico e sorprendente da attirare l’attenzione: una musica che sia capace di dare energia all’etichetta portando l’artista fuori dal coro ad emergere. Insieme a questo, c’è un altro fattore che sta diventando importante, quello di essere indipendenti. Attraverso i social oggi è diventato più facile essere artisti indipendenti, motivo per cui il marketing finisce per essere affidato maggiormente all’artista e la distribuzione all’etichetta. Si cercano quindi artisti capaci di rendersi grandi da soli, che sappiano arricchire il proprio fanbase puntando su un marketing incisivo, innovativo e creativo. L’artista deve quindi essere già formato, formarsi da se’ con le sue capacità, e l’etichetta si rivelerà essere semplicemente un supporto per ampliare questa potenza che deve far crescere da solo.
Un’artista a caccia di un contratto dovrebbe avere consapevolezza di questi dettagli, e spesso essere autosufficiente può valere ancora di più che fare della grande musica. La preparazione sotto gli aspetti più disparati del music business diventa quindi fondamentale.




Determina i tuoi target


Prima di iniziare a lavorare davvero, bisogna chiedersi dove si sta andando.

-La top delle cinque etichette

Fai una lista delle cinque etichette a cui vorresti proporti, assicurandoti che siano in linea con il tuo genere di musica: quanto più la tua musica è vicina allo stile dell’etichetta, maggiori sono le possibilità di fare centro.


– Sulle tracce delle etichette

Ricerca tutti i posti in cui puoi sapere di più di ogni etichetta: cercala su Soundcloud, YouTube, Facebook, Twitter, sito internet ed email. La ricerca può partire nel modo più classico da Google, digitando il nome dell’etichetta, che se è seria ti porterà immediatamente dove avrai bisogno di arrivare, che sia la pagina Facebook o il sito web su cui trovare tutti i contatti fondamentali.


Indaga sull’etichetta


Arriva il momento di chiedersi a chi e come presentarsi: devi allora cercare i nomi e gli indirizzi di chi ti può aiutare, che sia il talent scout o un responsabile di nuove proposte. Prendi allora appunti e inizia a compiere questi piccoli passi:

1. Il sito della casa discografica

Cerca la pagina dei contatti per trovare gli indirizzi mail validi e disponibili degli addetti ai lavori. Spesso puoi trovare anche una piccola biografia che ti aiuti a capire con chi è meglio entrare in contatto.
2. Cerca le pagine social

E’ molto importante cerca la pagina social dell’etichetta perché può darti molte più informazioni di quanto tu creda, come trovare la referenza giusta a cui presentare il tuo materiale.


3. Usare il motore di ricerca delle persone su Facebook

Se hai questa nuova possibilità hai una grande fortuna, perché è molto utile per cercare le persone: una volta trovata la pagina facebook dell’etichetta, ti basterà ricercare le persone che vi lavorano selezionando la spunta “persone che lavorano..”. Se queste persone hanno nelle loro informazioni profilo di lavorare per l’etichetta potrebbe essere una buona possibilità contattarle direttamente.


4. Cercare informazioni e interviste che riguardano l’etichetta

Scrivendo su Google “intervista ….”, puoi raccogliere informazioni sulla filosofia e le caratteristiche dell’etichetta oltre ad avere informazioni su chi vi lavora.


5. Ricercare i profili LinkedIn

LinkedIn è una grande risorsa per cercare le persone che lavorano nell’etichetta di tuo interesse: l’iscrizione si può ottenere in pochissimo tempo, ed una volta che avrai il tuo account ti basterà inserire il nome dell’etichetta nella ricerca. Parti sempre sempre dall’etichetta per poi arrivare al nome di chi è collegato all’account.


6.Twitter

Non sottovalutare Twitter: ricerca anche su Twitter l’etichetta e fai attenzione ai commenti e ai tweet che possono portarti all’account di chi fa parte dell’azienda.
Se trovi i nomi dei dipendenti, allora puoi fare la stessa ricerca per ciascuno di loro attraverso il web e i social: molti di loro sono attivamente impegnati sulle piattaforme social. E nella peggiore delle ipotesi, se tutti gli step indicati non sono bastati, puoi sempre chiamare all’ufficio dell’etichetta oppure ci si può rivolgere a chi può presentarci o darci i contatti necessari.



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Lavorare sul proprio potenziale


Arriva qui la parte più difficile, quella da eseguire con maggior pazienza, perseveranza e attenzione al dettaglio.
Abbiamo visto come quanto più importante è l’etichetta, maggiore è il numero di demo che arrivano e maggiore però è la possibilità che vengano cestinate perché il talent scout preferisce far firmare il contratto a quel gruppo che ha saputo farsi notare su internet, e che magari ha già un bel po’ di fan. Mentre quindi fai il possibile per migliorare la tua musica, la tua immagine e le tue strategie di marketing dovrai anche saper fare amicizia con le persone giuste! Certo, coltivare delle relazioni nate da poco non è semplice ma basta concentrarsi su un paio di accorgimenti per rendere efficaci
questi rapporti.

-Lavorare sulla familiarità

Soprattutto all’inizio di un rapporto, interagire è fondamentale. La gente inizia a riconoscere un viso, un marchio, dopo averlo visto due-tre volte, questo significa che dovrai lavorare per farti notare dall’etichetta quanto più possibile, riuscire a destare attenzione con il tuo nome almeno un paio di volte.


-Mostrare un interesse autentico

Se riesci ad instaurare un dialogo mostrati quanto più sincero possibile nella conversazione, e autenticamente interessato a quanto ha da dirti la persona che stai ascoltando. Evita di parlare di te, fai domande pertinenti, cerca di capire cosa stanno cercando e punta su quello.


– Guadagnarsi simpatia

La gente tende ad aiutare di più le persone che gli piacciono, e così si entra sotto la loro ala protettiva: se inizi a piacere ad una persona, entri in una sintonia che ti permette di guadagnare un valore aggiunto dalla tua interazione con le persone giuste. Scambiarsi idee, critiche, link, commenti può essere un beneficio per entrambi e viene immediatamente apprezzato.


-La fortuna aiuta gli audaci

Non bisogna avere timore di farsi avanti, di andare incontro alle persone estranee: sono quei piccoli rischi che ti aiuteranno a fare la differenza nelle future collaborazioni.


Costruire relazioni

Costruire relazioni commerciali richiede molta attenzione: bisogna accostarsi quindi a possibili amici o comunque conoscenti con i quali stabile una certa familiarità, sincerità e guadagnarvi la giusta benevolenza per trovare il momento propizio alla presentazione del vostro lavoro. Presentati così a tutte e cinque le case discografiche da prendere in esame sulla tua lista: per farlo e per costruire una relazione ci vuole ovviamente del tempo, quindi bisogna iniziare a farlo almeno un 3- 4 settimane prima di presentare il tuo materiale. Avere fretta infatti in queste circostanze non è consigliabile, perché per raccogliere dei frutti bisogna coltivarli ed è poco cordiale chiedere tutto e subito a persone da poco conosciute.


-La connessione

Una volta scoperto dove si trova la casa discografica e le persone che vi lavorano, è tempo di farsi vivi: metti mi piace alla pagina Facebook, seguili su Twitter e su Soundcloud, e se conosci le persone che vi lavorano dai un occhio ai loro account e aggiungili.


-Interagisci direttamente con le persone

Se hai trovato i nomi di chi lavora nella casa discografica, è tempo di iniziare a conoscerli attraverso Facebook e Twitter. Dopo esserti accertato che abbiano accettato la tua amicizia, manda loro un messaggio su facebook con un semplice “Ciao”. Se non ricevi alcuna risposta puoi sempre aspettare qualche giorno o provare a farti sentire in chat. Puoi mostrarti attivo anche su Twitter, commentando stati oppure partecipando a discussioni, creando così le basi perché possa instaurarsi una conversazione. Se non riesci ad avere un maggior contatto né con Facebook né con Twitter, puoi sempre puntare sull’email, presentandoti e magari facendo riferimento a qualcosa che hai notato sui social e che ti ha colpito.


-Interagire con l’etichetta

Se non riesci ad arrivare a chi vi lavora, puoi sempre scrivere direttamente all’etichetta attraverso un messaggio su Facebook o attraverso mail: non fare alcuna richiesta, limitati a dire che sei rimasto colpito dal loro lavoro e dalla musica che producono.


– Contatto fisico

Se la casa discografica è localizzata a pochi passi da casa tua, allora puoi anche cercare di avere un contatto fisico: se è un’etichetta di medie dimensione, se è possibile interagire facilmente con i loro uffici, se puoi chiedere dal resposabile ascolti e puoi liberamente spiegare chi sei e perché sei lì, avere un contatto ravvicinato è sempre meglio. A questo punto potrebbero suggerirti di lasciare l’email per essere ricontattato, oppure potresti incontrare subito il talent scout. In caso contrario invece, se il responsabile magari non è in ufficio puoi provare a ripassare: è chiaro che sarà più facile ricordare una persona che è passata in ufficio diverse volte, più che di un contatto online. Se però la mail è l’unica soluzione, ricorda di essere sintetico: limitati a dire chi sei, lascia link, mostra interesse per il lavoro dell’etichetta e spiega che la tua musica può rientrare nel loro stile. Proponi quindi la possibilità di potersi incontrare da vicino.


-Creare legami

Il tuo obiettivo sarà quello di creare delle relazioni di lavoro con chi lavora nell’etichetta, senza frasi del tipo “Questa è la mia musica, vorrei solo l’ascoltassi”, ma giraci intorno e datti la possibilità di costruirti le giuste amicizie. Dopo un paio di conversazioni, qualche messaggio e qualche mail è importante tenere una comunicazione costante: più si parla, più si approfondisce la conoscenza.
Sii amichevole, te stesso e vedrai come sarà sempre più semplice instaurare relazioni importanti fino a sviluppare lentamente una propria rete di contatti, e solo dopo potrai iniziare a sottoporre la tua musica.



Inviare la propria musica


E alla fine arriverà quel giorno in cui dovrai presentare la tua musica! Si tratta del passo più semplice tra tutti quelli che abbiamo scoperto, ma richiede ugualmente attenzione.


-Le regole segrete

1. Il materiale musicale va presentato solo se finito, originale e privo di firme e contratti: deve essere un materiale inedito che non comprenda né remix, cover o possibili rielaborazioni di pezzi già esistenti.

2. Non usare il copyright sul tuo materiale. A meno che non abbiate un singolo da primo posto in classifica, nessuna etichetta è interessata a rilasciare materiale coperto da copyright, questo perché cancellarlo richiede poi una grande fatica soprattutto a livello economico.

3. Facilitagli il lavoro. Le buon etichette ricevono migliaia di tracce al giorno, e ascoltare tutto è un suicidio: rendi allora questo processo a loro più semplice e immediato, sii quindi preciso e chiaro in ciò che sottoponi.

4. La qualità prima della quantità. Non mandare più di tre tracce all’interno di un demo: se le tracce che hai a disposizione sono tante, valuta quale può funzionare di più, aumentando la possibilità di poter destare concretamente attenzione. I tre brani che sceglierai dovranno essere le carte vincenti per il passo successivo, che potrà portarti a sottoporre in seguito un Ep.

5. Tutti vogliono sentirsi speciali. Anche le etichette, quindi non mandare il demo contemporaneamente a diverse case discografiche. Cosa accadrebbe se tutti insieme ti dicessero sì?
Preparazione

1. Esportare nel giusto formato. Assicurati di mandare le tracce nel formato giusto di 320kbps MP3.

2. Dare alle tracce il nome corretto.Tracce ed email tendono a disperdersi, motivo per cui è importante dare ai file un nome chiaro e facilmente identificabile, anche grazie all’ID3, cioè la traccia informativa che porta tutte le caratteristiche del brano come artista, titolo traccia, ecc.. Questo permetterà all’etichetta di rendervi subito riconoscibili, chi sei, che cosa fai, anche tra miliardi di file.

3. Caricare una versione streaming e in download. Le case discografiche non amano ricevere tracce allegate alle email, spesso hanno persino dei filtri che le mettono in secondo piano o che le cestinano, quindi meglio non farlo assolutamente. In alternativa però puoi combinare un link di streaming e di download all’interno della mail, ad esempio Soundcloud è perfetto per lo streaming mentre Dropbox per il download.
Ti basta andare su Soundcloud, caricare la traccia con visibilità privata: assicurati che il caricamento sia avvenuto correttamente e che nelle informazioni ci siano tutti i dati importanti come l’email e quelli del brano. Stesso procedimento per Dropbox. Dal caricamento potrai ricavare i link da inserire nell’email.


Azione


1.Destinatario

Inizia a scrivere una nuova mail, da mandare a chi lavora nella casa discografica che hai conosciuto e sai potrà darti una mano. Se non hai il suo indirizzo email personale ma sei già entrato in contatto con l’etichetta, puoi chiedere loro l’indirizzo personale, o ancora potrai rivolgerti a quello generale della casa discografica a cui è possibile sottoporre musica.


2. Scrivere l’email

Scrivere una email di presentazione è un passo importante, che richiede d’essere precisi ed efficaci: assicurati di scrivere ad una sola casa discografica e sottolinea l’esclusività dell’invio. All’interno inserisci il link di streaming e di download. Importante è anche l’oggetto della mail: se alla base c’è un rapporto di buona conoscenza con il destinatario potresti anche scrivere: “Ho pensato di mandarti questo”, se invece c’è una conoscenza flebile meglio scrivere “Demo – nomeartista”


3. Aspettare e se necessario ricordare

Una volta inviato il tutto, non ti resta che attendere: se il responso non arriva dopo una settimana, potresti ricordare al destinatario di quanto hai inviato. Se ci parli molto su Facebook o Twitter, puoi ricordarlo anche attraverso una conversazione, altrimenti ricorri ancora alla semplice mail come “Hey Marco, hai ricevuto la mia mail?”. Se al trascorrere delle settimane non ricevi notizie, fatti sentire di nuovo o altrimenti chiama se trascorrerà un mese dall’inivio.
4. Tempo di revisione

Se tutto va bene e riceverai una risposta, l’etichetta inizierà a seguirti con maggiore interesse fino a proporti un incontro per parlare di un contratto. Se ciò non accade, potrebbe trattarsi di un rifiuto oppure si potrebbe non essere stati proprio ascoltati. Rifletti, e cerca di capire quali segali l’etichetta può mandarti.


5. Nessun successo? Avanti il prossimo

La prima cosa da fare è fermarsi e pensare per un po’. Se non sei riuscito a concludere nulla con la prima casa discografica della lista, è il momento di andare avanti e iniziare il processo di presentazione dal principio. Ancora una volta potresti fallire, ma potrebbe anche andare bene.


6. E se nessuna etichetta risponde?

Se accade di fallire per cinque volte bisogna essere sinceri con se stessi: si tratta di una scia di sfortuna o forse c’è bisogno di migliorare qualcosa? Rivedi la tua musica, chiediti come potrebbe migliorare e soprattutto cosa potrebbe non convincere le etichette. Oppure, chiediti se le relazioni che hai instaurato sono state così convincenti e se le avete costruite bene.
Se credi che la tua musica non c’entri nulla, allora dalle cinque puoi passare a dieci etichette a cui sottoporti: se neppure con le altre riesci ad ottenere un successo, allora è chiaro che bisogna tornare al punto di partenza e lavorare su se stessi e sulla propria musica.
Riuscire ad avere un contratto discografico non è così complicato, ma richiede un’attenta combinazione: una buona musica, un’ottima presentazione, amici giusti, molta comunicazione e tenacia. Se riesci a rendere convincenti tutti questi fattori, vedrai che i risultati non tarderanno ad arrivare.




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headphone

3 punti per sottoporre la tua musica ad un professionista




Qualcuno diceva che anche l’occhio vuole la sua parte e che un certo savoir faire non fa mai male



Potremmo dire che questa regola vale anche in campo musicale, soprattutto quando decidete che è arrivato il momento di inviare il vostro demo.

Accade spesso che molti artisti commettano l’errore di inviare senza alcun preavviso questi pacchi contenenti cd nella speranza che capitino nelle mani giuste: scritto il nome, magari non in modo chiarissimo, e un numero di telefono restano in attesa di una chiamata che non arriverà mai. Ecco perché per non sprecare tempo e attendere invano, è bene tenere a mente questi tre punti fondamentali prima di rivolgersi ad un professionista che ascolti la nostra musica.




1. Sapere a chi stai mandando il tuo materiale e perché

Riprendendo il discorso di prima, potrebbe sembrare ovvio saperlo ma non è quasi mai così. Prima di inviare qualcosa chiediti: a chi lo sto inviando, ad un’etichetta nella speranza di un contratto discografico? Al responsabile musicale di un locale per organizzare un live? O lo sto inviando ad un critico per averne una recensione?

Devi conoscere chi ti ascolterà, scrivergli ed indicargli chiaramente cosa vuoi: non inviare mai un cd o un mp3 con un messaggio generico, senza specificare cosa tu voglia perché in questo modo non ti garantirai l’attenzione del destinatario, oltre a non farti comprendere per quale motivo vuoi essere ascoltato. Con qualche informazione in più, per chi riceve il materiale sarà più facile aiutarti.




2. Avere una presentazione professionale

Anche questo può sembrare basilare, ma anche qui ancora tanti inciampano in quest’errore. Mandare un e-mail o una lettera a qualcuno chiedendogli semplicemente di ascoltare la tua musica, banalizzando il valore del suo ruolo lavorativo, come se dovesse semplicemente ascoltare il primo che capita. Il solo essere musicisti non vuol dire che si ha la possibilità di fare come si vuole, si rischia così di essere poco professionali .

Non basta dire “ascolta la mia musica”: arricchisci con una buona biografia la tua email, riporta le tue esperienza senza eccedere in dettagli di poca importanza, cura la mail in tutti i suoi dettagli a partire dall’oggetto. Non essere superficiale e quindi poco professionale.




3. Non inviare email indesiderate, con tanto di allegato in mp3

La prima richiesta di una casa discografica in genere è quella di non inviare email con allegati in mp3: per chi lo fa non c’è modo migliore per essere immediatamente cestinati a beneficio dello spazio intasato della propria casella di posta.

Diverso è il caso se si trova una pagina web di una radio o di un supervisore musicale che attraverso un form invita ad inviare mp3 in allegato, anche se il più delle volte vedrai che ti chiederanno un link che li porti all’ascolto online, oggi molto più semplice e veloce. Nel caso invece dell’invio di una mail privata per la prima volta, meglio non aggiungere nessun link a meno che non sia espressamente richiesto. In genere è molto più professionale chiedere di poter inviare la propria musica piuttosto che inviarla direttamente, contribuendo ad instaurare prima un dialogo con la persona che nel caso ci ascolterà.

Spesso è molto utile per capire come migliorare le proprie presentazioni, mettersi nei panni di chi riceverà il materiale: come ti sentiresti se ricevessi un numero illimitato di demo al giorno? Cosa potrebbe attirare la tua attenzione tra le miriadi di cd che arrivano? Chi riuscirebbe a conquistarsi la possibilità di entrare in contatto con te e di farti ascoltare la propria musica? Ponendosi dall’altra parte la questione apparirà molto più chiara, magari ispirando anche altri fattori che possono migliorare la tua presentazione.




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5 passi per trovare contatti nell’industria musicale

L’arte del Networking



Sentiamo tante volte dire che nell’industria musicale conta soprattutto chi conosci, e tuttavia incontrare le persone giuste può apparire una missione molto difficile. Connettersi con le migliori case discografiche o editori sembra un obiettivo irraggiungibile e soprattutto identificare queste persone può rivelarsi estremamente complicato.

Qui invece vogliamo con ragione rincuorarvi e dirvi che non è così:

“per un’artista indipendente ogni connessione è a portata di mano, e questi collegamenti sono opportunità.”



Ecco allora qualche consiglio per realizzare un buon network.




1. Social Media


Oggi il modo più rapido e semplice per contattare un addetto al settore è senz’altro l’uso di social network come Facebook o Twitter, ma come ben sappiamo bisogna anche saperli usare. Non basta estrarre nomi da un cappello e cercare unicamente chi ti interessa, ad esempio se sono un musicista jazz non posso limitarmi a cercare e raggiungere chi si occupa solo del mio settore, ma devo guardare in generale a chi lavora nel campo musicale e che a sua volta può poi conoscere, avendo esperienza di anni, chi può fare al mio caso e indicizzarmi.

Inizia a leggere i loro post, il loro blog, prendi parte alle discussioni di frequente, così che inizino a notare il tuo nome: devi quindi farti conoscere, non puoi cominciare sbandierandogli in faccia la tua musica. Solo dopo aver iniziato a costruire un rapporto, si può iniziare a parlare di come il vostro incontro può evolversi.




2. Uscire allo scoperto


I social in realtà devono essere solo un primo passo verso il secondo: certo si può parlare online, ma bisogna poi incontrarsi necessariamente dal vivo. Parlare faccia a faccia ci permette di capire realmente chi abbiamo davanti.
Tenendo questo bene questo a mente, è necessario che tu sia attivo diventando parte integrante della comunità musicale locale: prendi parte a conferenze, festival, workshop, concerti e festival. Suona a quanti più eventi possibili, soprattutto quelli aperti a più band e soprattutto la sera: gli altri musicisti sono spesso persone importanti con cui confrontarsi e conoscere altre persone del settore come editori, avvocati musicali e direttori artistici.

Inoltre dovresti anche suonare in posti che hanno meno a che fare con la musica: fiere, spettacoli ed eventi in luoghi di incontro come hotel o conferenze sono delle ottime occasioni per far conoscere la propria musica ad un pubblico sempre più eterogeneo. Naturalmente per valorizzare il tuo ruolo all’interno di questi eventi, devi parlare con le persone e le reti responsabili, e proprio come nei social è importante conoscersi e cucire un rapporto prima di arrivare a parlare della tua musica. Mostrare interesse per il loro lavoro, sull’organizzazione di un dato evento è un buon modo per mostrarsi interessati ai progetti in atto e che potrebbero vederti coinvolto, solo così potrai proporti nel modo migliore.




3. Ogni conversazione è un’opportunità di networking


Non tutti i tuoi contatti con addetti ai lavori avverranno tramite un biglietto da visita: spesso gli incontri potrebbero avvenire anche per caso, potrebbe essere il responsabile di un ente per beneficenza oppure un’altra band locale che vuole collaborare con te. Per questo non sottratti mai alle conversazioni, perché potrebbe sempre rivelarsi più importante di quanto tu creda, anzi ricorda a proposito di avere sempre un biglietto da visita a portata di mano, e magari anche una demo, o meglio ancora avere a mente il sito web, che deve essere sempre curato, e il contatto Facebook.




4.Follow-up!


Ravviva sempre i rapporti appena iniziati! Quando ti connetti con qualcuno, prendi informazioni a riguardo e prendi l’iniziativa di contattare per primo: non importa quanto possano rivelarsi positive le intenzioni di chi hai davanti, ma alle volte capita semplicemente che qualcuno si dimentichi di farsi vivo. Dai inizio alla conversazione, magari ricordargli quando e dove vi siete incontrati, di cosa avete discusso: in questo modo mostrerai anche interesse verso il vostro incontro e verso la persona.




5. Dare e ricevere


Non ci stancheremo mai di dirlo: instaurare una relazione è una faccenda seria e delicata, e chi pensa solo al proprio tornaconto personale finendo per voler ricevere solo senza dare nulla, allora non andrà molto lontano. Ogni volta che incontri qualcuno pensa prima a cosa tu hai da offrirgli, e dopo a cosa possa fare per te.
Ad esempio, se parli con un blogger pensa prima a fornirgli una presentazione del vostro ultimo album e magari anche una traccia vocale in anteprima, e non aver timore di fornire del materiale esclusivo. Questo contribuirà a renderti più professionali verso chi ti presenti.

Le opportunità e le relazioni costruite su un vantaggio reciproco sono quelle che durano più a lungo: esibirsi ad una serata di beneficenza darà visibilità a te ma anche all’associazione, assistere allo show di una band che ami potrebbe trasformarsi nell’occasione di poterla accompagnare per il loro tour nazionale.






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Cosa cercano le etichette dai musicisti emergenti?

 

Sogni da “Rockstar”??

In una realtà così variegata come quella musicale di oggi dove artisti, cantanti, musicisti, cantautori vengono sfornati ogni giorno, è lecito chiedersi quali siano realmente le carte vincenti per potersi fare strada nel panorama musicale: inseguire il proprio sogno, vivere della propria passione e delle proprie emozioni e giungere alla famigerato contratto discografico trovandosi nella fantomatica lotta tra Major ed etichette indipendenti.

Arrivare ad una Major come Sony, Emi, Universal è certamente un sogno comune, eppure non è quello di tutti perchè spesso entrare nel team di un’etichetta indipendente soprattutto se sei verso una strada in salita e alla ricerca della consacrazione vuol dire assicurarsi più espressione e libertà. Punti di vista e scelte differenti che spettano al musicista e al tipo di carriera che preferisce, infatti oltre alla possibilità Major ed etichette indipendenti c’è anche una terza chance: il “Do It Yourself”, cioè armarvi di una conoscenza e di un saperci fare che non sia solo musicale ma magari saper anche qualche piccolo ingrediente di marketing, di stile e creatività per promuovere la vostra musica e la vostra immagine perchè inutile nasconderlo, conta e non poco anche quella.

“Oggi per portare avanti il sogno di una carriera nella musica, internet è certamente uno dei mezzi fondamentali.”

Con l’uso dei social network e You Tube rendere accessibile la propria musica e farsi pubblicità conquistandosi numeri cospicui di fans è sicuramente un ottimo biglietto da visita. Ma quali sono i Fattori X che possono davvero aiutarvi per fare colpo su una Label?
Ecco alcuni ingredienti che vi possono tornare utili lungo il vostro cammino. Certo qualcuno ora starà pensando ai grandi cantanti che sono stati scoperti per caso: certo ma quelli grandi scoperti per caso avevano esperti del settore che si occupavano anche di farli crescere, offrirgli un’occasione soprattutto se provenivano da realtà sociali disagiate. In poche parole incontravano un “tutor” che si occupava di formarli, un evento che oggi è sempre più raro ma che forse era formativamente più rilevante nell’avanzare della carriera.

Arrivare invece al fatidico contratto significa aver accumulato da soli quella formazione di cui parlavamo prima….

1. Avere una forte storia dietro le spalle…..

Non vuol dire che dobbiate essere già conosciuti in mezzo mondo, assolutamente!

Ripensate però alle storie della grandi band o dei grandi artisti, quelli che hanno lasciato un segno indelebile nella storia o non certo le meteore che hanno colto solo una moda del momento. Grandi Band come i Rolling Stones, i Pearl Jam, i Red Hot Chili Peppers, i Beatles….spesso si sono conosciuti sui banchi di scuola, o magari ciascuno dei componenti dall’età più acerba aveva avuto dei piccoli approcci con la musica, decidendo di cominciare un percorso insieme condividendo l’esperienza della musica. Fare parte di un gruppo significa condividere ogni piccolo momento: dalle parole di una canzone fino agli arrangiamenti mettendo da parte ogni forma di protagonismo, proprio come le grandi orchestre dove se manca un solo componente o un solo strumento che deve costruire l’armonia il risultato non sarà di certo quello sperato. In questo modo, rendendo ciascuno partecipe e consapevole del progetto si impara a conoscere le differenze, le peculiarità e le capacità di ciascuno. Una Label non può certo porsi il problema di dover tenere saldo un gruppo. La band deve essere già formata non solo musicalmente ma anche interiormente.

2. Il  Savoir Faire….musicale

Prima abbiamo parlato di maturità interiore, ora ci concentriamo su quella musicale.

L’obiettivo di un’etichetta è quello di scritturarvi non quello di accogliere una band e farla crescere….dalle basi! Non si può imparare a fare musica al momento del contratto, ma dovete aver collezionato già qualche serata importante, qualche evento e magari qualche festival nazionale abituandovi così ad un numero di presenze sempre maggior dinanzi al palco. Saper quindi intrattenere, avere un buon numero di pezzi inediti, improvvisare e coinvolgere il pubblico è senz’altro un punto a favore. Ciò non vuol dire essere già professionisti affermati, ma significa scritturare una band che abbia ben chiaro cosa vuol dire svolgere questo lavoro che richiede dedizione e sacrificio.

3. Facebook & Co. : fare di Internet un punto di forza

Pensate a quando volete conquistare qualcuno e sfoggiate qualsiasi tipo di carta vi possa aiutare a guadagnare punti….con le Label è proprio lo stesso. Abbiamo già parlato all’inizio dell’importanza di Internet nel panorama musicale attuale perchè è uno strumento che si può rivelare davvero utile se usato nel modo corretto: per i tempi che corrono oggi istruirsi anche di come funziona il web, capirne le dinamiche e meccanismi per sapere fronteggiare e sfruttare una risorsa come questa è sicuramente un’arma in più. Creare una propria pagina Facebook, un My Space e volendo meglio ancora un sito con una buona grafica che catturi l’attenzione, un’interessante applicazione che riproduca la vostra musica, creare un account You Tube e far interagire tutti questi strumenti farà crescere non solo il vostro numero di utenti e fans ma anche la vostra reputazione. Chi deve scritturarvi verrà colpito anche dalla vostra creatività, strumento fondamentale per percorrere in salita una strada ed in più, il vantaggio più grande per voi sarà la visibilità: la Label saprà di avere a che fare con una band o artista che non sono sconosciuti al pubblico, ma che grazie alla loro musica hanno catturato anche l’interesse di un numero rilevante di utenti, facendo crescere così le possibilità di voler incentivare la vostra attività.

4. Niente “mezzucci”: No Party, No Favors!

E’ bene specificarlo sempre: le feste, le chiacchiere e mezzucci vari non vi aiuteranno ad emergere. E’ la qualità della vostra musica a fare la differenza e a garantirvi una carriera vera e duratura. Dimenticate quindi di regalare favori, prestazioni di ogni tipo, o passaparola della serie “io conosco tizio che conosce Caio, il quale riporterebbe a Sempronio che a sua volta…”….Ne varrà della vostra reputazione, soprattutto per il futuro.

Non rincorrete i membri di una Label per gli angoli di un locale dove si celebra una festa semplicemente per dargli una vostra demo, che probabilmente finirà nella spazzatura! Semmai cercate di essere furbi: sfruttate una festa o un evento, dove magari saprete ci sarà qualcuno di importante, per farvi notare e catturare l’attenzione con una bella performance dei vostri pezzi. Questo vuol dire saper cogliere l’attimo!

“Ciò che è soprattutto chiaro da questi punti è che non si diventa artisti, musicisti, band o cantanti da un giorno all’altro!”

Oggi è proprio questo che chi si occupa di cultura ed arte dovrebbe ricordare a chi si appresta ad entrare in questo mondo e ha intenzione di volerci seriamente restare, facendo della passione per la musica la propria vita.

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vendere

Sai proporre la tua musica al mercato discografico ?

Ecco una questione che agli emergenti fa storcere il naso:

i musicisti hanno bisogno di vedere se stessi non solo come anime tormentate con in mano plettro e chitarra, ma anche come venditori di musica.



Una volta che avrete capito quanto sia inevitabile questo vostro ruolo, scoprirete di essere circondati da manager, editori, produttori, etichette discografiche, giornalisti e blogger da convincere sul valore della vostra musica. Ma come preparare al meglio il terreno di gioco per far decollare la propria musica?




1. Impara a (ri)conoscere il tuo pubblico


Concentratevi nel capire in profondità con chi avete a che fare e voi chi siete e cosa avete da dare: non ha importanza se stai parlando con un tipo importante di una casa discografica, con un giornalista del Rolling Stones o con un’adolescente che sta facendo esperienze di lavoro in uno studio locale, ciò di cui avete bisogno è capire che abbiano a che fare con la vostra musica ed essere capaci di dimostrare a quelle persone che c’entrate qualcosa con ciò che fanno.
Se ad esempio vi avvicinate ad una casa discografica, per evitare di far perdere tempo a voi e loro, approfondite la storia, le persone che vi lavorano e il genere di musica che trattano. Imparate a conoscere chi vi circonda.




2. Rendere facilmente disponibile la propria musica a chi ascolta


Come è ormai noto si vive in un mondo digitalizzato e globalizzato, dove l’email è diventata una dei mezzi di comunicazione rapidi privilegiati: se ne ricevono però davvero tante al giorno, e spesso dalla noia non si arriva mai a leggerle fino in fondo ed è per questo che la comunicazione che vi troviamo all’interno deve diventare rapida ed efficace, per assicurare agli iscritti tramite un semplice link di poter ascoltare la vostra musica immediatamente ovunque si trovino. Soundcloud e Dropbox sono due sistemi gratuiti che vengono in vostro aiuto per assicurarvi chiarezza e rapidità nella comunicazione con il vostro pubblico.




3. Non provocare crash ai client mail


Potrebbe apparire come un consiglio scontato ma non lo è mai: non allegate mai email con contenuti audio di 40mb, capaci di generare crash ai vostri computer e a quelli altrui, con il rischio di chiudere rapporti per sempre. Sempre meglio puntare su un link di collegamento e di download bene fatto ma sempre in formati adeguati e modesti come quello MP3, che generalmente è il più diffuso.




4. Fornire qualche informazione sulla vostra attività musicale, senza esagerare


Includere una piccola bio sulla vostra attività musicale, chi siete, come, dove e quando è nata, può essere utile e interessante all’interno delle vostre mail: non dimenticare di lasciare sempre qualche contatto e magari un breve elenco con risultati ottenuti in passato nella vostra carriera. Anche in questo caso ciò che conta è non esagerare con testi troppo lunghi, e se vuoi fornire più informazioni basta riportare il link che li indirizzi direttamente al tuo sito web, e lo stesso si può fare per ricondurre a video, foto e quant’altro pubblicizzi la vostra attività musicale.




5. Preparare un materiale promozionale accattivante e di qualità


Fate sempre una selezione di ciò che volete mandare alle persone: attenzione anche alle foto, se non sono ad alta risoluzione e professionali meglio lavorarci ancora, così come anche per la musica che deve essere sempre registrata in alta qualità. Con le possibilità tecnologiche che ci sono oggi, anche a buon prezzo ci si aspetta sempre un certo prodotto.




6. Non inviare nulla fino a quando non si è pronti


E’ più che normale che l’entusiasmo per un brano registrato, e che si pensa possa funzionare, spinga immediatamente ad inviare ad un discografico o al responsabile del reparto artistico di una major il proprio lavoro. Un pezzo ben fatto però non basta a spingere qualcuno ad investire su di voi, perché oggi si punta su chi si è già costruito un seguito: una pagina facebook con almeno 5.000 fans che vi assicuri un fanbase iniziale, una fama locale che vi abbia portato a fare esperienza di live, insomma dovete presentarvi con del materiale succulento per destare un’attenzione proficua e crescere. Se tutto questo manca, allora iniziare a costruire le fondamenta del vostro palazzo e solo dopo potrete passare alla fase successiva, e proporvi agli addetti ai lavori.

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sala prove

Sai sfruttare il tempo in sala prove ?

Riflettere e organizzarsi prima di iniziare a provare



Entrare in sala prove è un momento molto importante per una band che inizia a suonare, provare e comporre: le idee sono quindi fondamentali. Non si può entrare in sala prove senza avere idee sui brani o sul progetto che si è deciso di portare avanti, perché come in ogni progetto serio che si rispetti è importante delineare una filosofia di lavoro che venga condivisa da tutti i membri partecipanti.

“Il tempo che si trascorre in sala prove deve quindi essere produttivo, che non si riduca ad un semplice incontro di chiacchiere.”!



bisogna suonare certo, ma arrivare già preparati sapendo perfettamente cosa si deve fare aiuterebbe certamente nella buona riuscita delle prove. Ecco allora alcuni consigli su come trarre il meglio dalle vostre prove, senza trascurare un lavoro individuale prima di entrare in sala.




Fissarsi degli obiettivi prima di iniziare


Prima di iniziare, conviene avere un piano da perseguire. Se ad esempio a qualcuno della band balena un’idea su una canzone da un po’ di tempo, stabilite insieme un arco di tempo durante le prove per dedicarvi a valutare e nel caso dare forma a questa idea, piuttosto che dedicare quelle ore a suonare e lavorare sempre sugli stessi pezzi. Magari potrebbe trattarsi di un pezzo brillante, sul quale vale la pena lavorarci su.




Riscaldamento


Prima di iniziare a suonare e quindi lavorare, prendetevi del tempo: i primi 15-20 minuti in genere sono dedicati agli accorgimenti tecnici come l’accordatura, la configurazione dello strumento. Magari può essere utile farlo suonando un pezzo tutti insieme che vi aiuti a mettere a posto queste piccole manutenzioni. Ulteriori informazioni riguardo la preparazione musicale le potete trovare in questo articolo : Area didattica: per uno studio proficuo e divertente !




Materiale vecchio vs Materiale nuovo


Se a breve c’è uno show o una registrazione da fare allora è inevitabile concentrarsi al meglio sul materiale che si ha a disposizione, così da migliorarlo o controllare che il tutto funzioni. Una nuova canzone o diatribe creative non gioverebbero al breve tempo che avete, in procinto di eventi importanti a cui partecipare. Se però non c’è nessun appuntamento speciale, perché non dedicarsi anche a qualcosa di nuovo? Magari dedicate un breve spazio alla ripetizione dei pezzi vecchi, ma poi puntare su del nuovo materiale potrebbe tornarvi molto utile così da non portare sempre i soliti pezzi al prossimo appuntamento live, movimentando un po’ la scaletta. La creatività e l’ispirazione sono alla base della vostra musica, è per questo che almeno dieci minuti delle vostre prove dovranno essere dedicati alla realizzazione di materiale nuovo e stimolante, anche per non rischiare di annoiarvi e suonare senza voglia.




Le prove sono come un live!


Quando provi una scaletta, immagini che sia il momento di un live e quindi agite di conseguenza: sistemate la zona circostante, abbassate le luci per simulare l’illuminazione e se avete in mente abiti particolari provate anche quelli, così da assicurarvi che durante lo show siano comodi e non intralcino con la buona riuscita del live. E lo stesso vale per ciò che il cantante dovrà dire nella transizione da una canzone all’altra: il silenzio è sempre troppo imbarazzante e bisogna tenere sempre alta l’attenzione del pubblico, quindi durante le prove improvvisate anche su cosa direte mentre avviene un cambio di strumenti o una preparazione di scena particolare per un brano. Provare qualcosa da dire vi farà arrivare più preparati quando dovrete farlo al momento dello show, senza correre il rischio di arrivare senza idee.


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Rielaborare le melodie


Provare a riscrivere una canzone in un secondo momento, con uno stato d’animo differente, è un ottimo esercizio di songwriting e inoltre può essere anche un fattore per stupire il pubblico: realizzare un brano in versione acustica o magari variarne il tempo può anche ispirarvi per la realizzazione di nuovo materiale. Date spazio alla vostra fantasia!




Brainstorming creativo


Il brainstorming è una tecnica che consiste nel partire da un parola e raccogliere tutti i collegamenti che ciascuno è capace di trovare in annessione al significato della parola in questione. Questo può accadere anche per la musica: magari si parte con una melodia, e ciascuno con il proprio strumento vi aggiunge una frase, può proporre un arrangiamento, un testo e così via… E’ così che potrebbero anche nascere nuove idee e nuovi brani da realizzare.




Impostare il prossimo piano di sala


Alla fine delle ore di sala prove può essere utile prendersi qualche minuto per decidere cosa farete al prossimo appuntamento in sala: decidete se lavorerete solo su materiale vecchio o nuovo, se c’è un nuovo brano su cui vale la pena lavorare meglio…..fatevi un piano e poi rispettatelo. Vi aiuterà a non perdere tempo e a prepararvi specificamente sul prossimo lavoro da fare.

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10 passi per il tuo successo musicale


I principi fondamentali

Eccoti i 10 principi fondamentali che devi tenere a mente nei tuoi progetti musicali. Fanne tesoro, ti aiuteranno nel difficile cammino dell’autopromozione.

1. Scrivi, suona e registra musica di qualità

Può sembrare scontato ma la verità è che tutto inizia e finisce con la musica: se una canzone è misera, la registrazione pessima e il live noioso, non aspettatevi di vivere di musica.

2. Pensare solo in alta qualità

Spesso le nuove band e i nuovi artisti in circolazione badano pochi ai particolari, ritrovandosi con dei video inguardabili, una cattiva fotografia e un design puerile. Può sembravi secondario, eppure spesso il primo impatto con i libri avviene proprio dalla copertina, perché si sa una buona presentazione è sempre il primo polo di attrazione. Perché allora non giocarti questa carta per aumentare la possibilità di essere ascoltati?

Ricorda che puoi fare la più grande musica del mondo, ma se nessuno ti ascolta non serve a niente.

3. Sii il tuo più grande critico e il tuo più grande promoter

Analizza e critica ogni cosa che fai, e chiediti costantemente: “E’ abbastanza buono?”, “Dice qualcosa di ciò che siamo?”, “Consiglierei di acquistare e condividere la nostra musica?”. Allo stesso modo non annoiarti mai di promuovere la tua musica, cogli le opportunità ma non essere mai fastidioso. Puoi ingaggiare anche una grande agenzia di PR, ma nessuno saprà mai parlare bene quanto te della tua musica.

4. Programmare le fasi di rilascio di un singolo o un album

Produrre musica può richiedere mesi come anni, ed ecco perché non puoi semplicemente limitarti ad un semplice rilascio: c’è bisogno allora di una promozione attenta e accurata, pianificando ogni cosa chiedendosi il come, il quando, i media potenzialmente interessati per creare un vero e proprio evento intorno al tuo lavoro.

5. Promuovere prima di rilasciare

I media sono ossessionati dalla musica, e sono quindi un ottimo canale per fare promozione. Se non catturi la loro attenzione in tempo finisci per essere fuori dal giro, e dovete lavorare sodo molto prima che l’album venga rilasciato perché come saprete la stampa è piena di pretendenti! Fatti sentire e vedere da radio, blog e riviste almeno 6-8 settimana prima della data ufficiale del rilascio.

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6. Non creare falsi clamori, ma essere onesti e umili

Il tempo è denaro: non perdere tempo a dire in giro che siete la migliore band della terra o degli ultimi tempi, ne’ a inventarti citazioni di fonti musicali riconosciute. La falsità non ti porta da nessuna parte.

7. Comprendere le regole e la realtà

E’ bello fare la differenza, vedere e pensarla in modo diverso, ma non puoi esimerti dall’utilizzare i mezzi comuni che possono condurti all’orecchio del pubblico: molti usano Facebook, la maggior parte delle persone scaricano da iTunes e guardano video su You Tube, ed è in questi luoghi che la tua musica dovrà collocarsi per essere considerata. Solo dopo che avrete raggiunto un certo fanbase potrete pensare a come fare la differenza e proporre qualcosa di diverso: bisogna aver acquisito un certo diritto e una certa posizione per poter suggerire un nuovo modo o posto per fruire la musica.

8. I rapporti con i fans non si costruiscono con un “mi piace”

I fans sono proprio come gli amici: per portare avanti grandi amicizie bisogna lavorare sodo, e lo stesso accade con i fans. Il loro “mi piace” non inizia e chiude una conversazione, ma è l’inizio di un lungo rapporto da coltivare condividendo contenuti, sostenendo nuove band, promuovendo blog e serate così da conquistare la loro simpatia, fiducia e sostegno.

9. Pensare a storie e cicli

Pensare, gestire e progettare a lungo termine darà più entusiasmo al tuo lavoro: non pensare ad una solo relase di un album ma pensane a più, anche a distanza di 6 mesi. Gioca a fare previsioni, ma resta sempre aperto al cambiamento ricordando che per un musicista emergente non si fa semplicemente la differenza rilasciando un album o un singolo, ma creando delle storie intorno a ciò che crei: ecco perché allora parlarne a giornalisti, Dj e Blogger può essere molto utile per lanciare un’interessante passaparola che catturi attenzione.

Come musicista/artista sei una fonte inesauribile di idee

10. Credi in te stesso

Credi nel tuo lavoro! Non farti intimidire da chi ti dice che non puoi farcela, molto probabilmente sono persone che non hanno mai provato a rischiare nella loro vita. Costanza e determinazione ti apriranno le porte del successo se solo credi in te stesso e in quello che fai!

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Recording

5 consigli prima di entrare in studio


Preparazione e pianificazione





Per le band entrare in studio spesso si rivela come qualcosa di stressante e costoso , ma per fortuna le possibilità che quest’esperienza si trasformi in qualcosa di gratificante e bella sono molto alte.

Senza dubbio la questione del sapere gestire i costi è fondamentale e per farlo bene bisogna capire esattamente di cosa si ha bisogno prima di mettere piede in uno studio: per capirlo ecco alcuni consigli utili di pre-produzione.




1. Provare fino a quando le vostre canzoni non assumeranno una forma matura.


La prima regola è la pratica, la pratica e ancora la pratica! Quando si va in studio non ci devono essere passaggi o parti di canzoni non chiare. L’ambiente dello studio di registrazione, i suoni diversi e qualcuno dietro la console sono già motivi di tensione evidenti, ma se si ha la piena padronanza del proprio proprio strumento e della parte musicale da fare, la fase di registrazione risulterà molto più chiara e tranquilla. Basta dedicare qualche giorno in più alla preparazione e alla pratica, piuttosto che chiedere l’aiuto di un angelo e sperare in un miracolo in un momento topico come quello della registrazione.




2. Registrare le vostre prove.


Questo consiglio non ha a che fare con il saper suonare bene la propria performance, ma c’entra molto con la capacità dei membri della band di sapere suonare bene insieme per creare il miglior arrangiamento possibile. Quindi ricordate sempre di posizionare un apparecchio per registrare quando provate, e poi riascoltatevi insieme: fate attenzione ai suoni di ciascuno di voi, così da poter migliorare o correggere delle parti. Imparate ad essere critici e fate una lista di ciò che secondo voi non ha funzionato: solo così imparerete a migliorarvi.




3. Esercitatevi con configurazioni diverse e senza voci.


Esattamente esercitatevi nell’eseguire il vostro pezzo senza che il cantante canti, oppure solo con la batteria e il basso o ancora solo il basso e la chitarra: potrebbe apparire come una perdita di tempo ma in realtà questo approccio aiuta ogni componente della band a concentrarsi sulle singole parti e sui momenti corali. In più, si imparerà benissimo la canzone così che in studio ciascuno proverà una minore sensazione di dispersione e non avrà bisogno di tracce da seguire.




4. Imparate a seguirvi da soli.


Se si è preparatissimi potrebbe non essere necessario, e potreste anche essere capaci di riuscire tutti insieme a seguirvi tra di voi come se suonaste dal vivo. Ma il produttore o l’ingegnere del suono potrebbe suggerire di elaborare qualcosa singolarmente, meglio quindi essere pronti: esercitatevi a casa da soli e imparate a tenere testa a gli occhi puntati su di voi mentre registrate.




5. Click track o non click track?


Questa è una domanda molto gettonata che non prevede una sola risposta. Per alcune canzoni può essere utile, per altre è una sofferenza: è la battaglia tra metronomo e sentimento umano, e la soluzione spesso arriva quando si è in studio. Un consiglio utile però può essere quella di realizzare le prove sia con la click track che senza.




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Soundworks Production e Art&Musica

I nostri due studi di registrazione sono un punto di riferimento a Milano per artisti e produttori che, coadiuvati dall’assistenza di fonici di vasta esperienza, consentono di svolgere qualsiasi fase della produzione usufruendo delle tecnologie di registrazione più aggiornate, le migliori apparecchiature oggi sul mercato e le più ricercate apparecchiature vintage.

La nostra Live Room di 90mq, quasi interamente rivestita di legno e alta fino a 6,5 mt. può accogliere grandi formazioni orchestrali. Grazie ai suoi moduli di acustica variabile alle pareti si può modificare la riverberazione e le riflessioni della stanza fino ad ottenere l’effetto desiderato per registrare al meglio un’orchestra d’archi, delle band rock o una batteria acustica.

Oltre alla grande Live Room c’è la possibilità di registrare strumenti o voci soliste contemporaneamente grazie ai 2 Iso-Booth e alle 2 Regie, che, nel caso si presenti la necessità, possono essere utilizzate anche come live room. Abbiamo a disposizione un parco microfoni di eccellenza a partire dai più moderni fino ai più vintage e rari (Neumann U67, Neumann U47, ecc.),a tal proposito vi preghiamo di consultare la scheda tecnica dello studio A e B


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PRODUCTION / ARRANGEMENT



Il nostro Staff altamente qualificato, che vanta decenni di esperienza in campo professionale, è in grado di realizzare qualsiasi tipo di arrangiamento o produzione artistica, dal jazz, al rock, canzone d’autore, classica, pop, dance.
Vi offriamo a prezzi concorrenziali la possibilità di avere il vostro brano arrangiato e realizzato con una qualità che mai riuscirete ad ottenere in un home-studio.

Soundworks Production si occupa della realizzazione delle vostre idee musicali seguendo in maniera professionale quelle che sono le diverse fasi di arrangiamento, registrazione e produzione finale dei brani. Noi forniamo una soluzione ” All inclusive ” in cui il committente: cantante, band, artista si affida alla nostra esperienza sollevandosi da ogni impegno e incombenza nel contattare musicisti/turnisti, affittare sale di registrazione, tutto questo lo fa Soundworks Production per voi.

Il nostro lavoro si rivolge:
▪ a chi vuole realizzare una propria canzone di qualsiasi genere da poter cantare ed inserire in un proprio disco.
▪ a chi vuole realizzare una demo con dei brani da poter usare per concorsi, audizioni e festival.
▪ a chi ha delle idee musicali ancora sul nascere e non sa come svilupparle e completarle e necessita di un arrangiamento che le valorizzi e le renda commerciabili da un punto di vista commerciale e discografico.

Potrai realizzare il tuo progetto anche a distanza sfruttando le nuove tecnologie online.

Per info e preventivi info@soundworksproduction.com

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MIX ONLINE


E’ un servizio che offriamo agli artisti indipendenti, alle etichette o semplicemente a chi desidera un mix delle proprie canzoni realizzato in maniera professionale.
L’alta specializzazione dei nostri fonici unita alla dotazione delle 2 regie audio con outboard analogico di altissima qualità e mixer analogici (Otari Elite plus, Sony MXP2000, sommatori SSL) è in grado di realizzare un Mix professionale delle tue composizioni, senza per questo dover affrontare una spesa eccessiva.

Potrai inviare le tracce audio separate del tuo progetto via internet e ricevere dopo 6/7 giorni la traccia stereo mixata al top della qualità.
Il costo può variare a seconda della complessità e del numero delle tracce di ciascun progetto, ma per darti un’idea del costo medio potrai avere 3 brani mixati a soli 900 euro e un album intero a 2.500 euro!!

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LINK:

SITO WEB :  http://www.soundworksproduction.com/  

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Prima di registrare in studio: 5 punti su cui riflettere

Sfruttare al meglio questa occasione!

Nonostante i soldi scarseggino, sono pochi coloro che rinunciano all’esperienza di registrare musica in studio: è un momento speciale per i musicisti che si ritroveranno così a vedere dopo tante prove e tanto lavoro, la loro musica finita e ascoltabile su un supporto o in digitale, che finirà così nel lettore di tanti fans e ascoltatori.

Quando si è musicisti emergenti il desiderio più grande è quello di trarre il massimo vantaggio da ogni opportunità, guadagnarsi la stima dei fans e arrivare al passo decisivo per iniziare una carriera duratura.

Entrare in studio però non è una passeggiata, e ci sono delle valutazioni che un cosciente musicista dovrebbe fare



sia per controllare il forte entusiasmo che potrebbe portare a perdere di vista gli obiettivi fondamentali oltre che il tempo, sia per valorizzare al meglio ogni esperienza. Ecco allora i 5 punti su cui dovreste ponderare, prima di mettere piede in sala di registrazione:




1. Scegliere una persona per le decisioni determinanti


La sessione di registrazione non è sessione di dibattito: è importante stabilire un approccio democratico nella band, quindi far si che ognuno esprima la propria opinione, ma nel momento in cui si entra in sala le decisioni vanno prese prima. Sarà quindi un singolo a prendersi la responsabilità del verdetto finale, che come di accordo tutti seguiranno.




2. Formulare obiettivi e aspettative reali


Tempo e denaro sono le questioni fondamentali, che come nella vita quotidiana infieriscono anche nel momento della registrazione. Come detto in precedenza tutto ciò che si vuole realizzare va in qualche modo stabilito prima, così che il prodotto finale posso avvicinarsi quanto più possibile a ciò che si è pensato. Anzi parlando realisticamente, la fase di programmazione resterà una bozza di idea, perchè seguire un programma è quasi impossibile: in poche ore può succedere di tutto, persino cambiare armonia o tempo. E’ quindi da pazzi non avere un programma quanto imporsi di seguirlo: quanto stabilito servirà semplicemente a dare un senso e valutare i progressi del lavoro svolto.

Prima di prenotare la sala di registrazione conviene fare una valutazione dei pezzi da realizzare: se ad esempio avete programmato 8 pezzi, meglio diluirli e concentrarsi lavorando su 3 o 4. In questo modo lavorerete e perfezionerete ciascuno con calma, invece di realizzare di corsa 8 pezzi mediocri.




3. Valuta e controlla bene la tua musica


Può accadere che si hanno delle canzoni pronte per essere realizzate, ma che magari non ci si senta del tutto soddisfatti: ciò accade quando non si conosce completamente una canzone, ma solo la propria parte. Spesso succede quando la band fa dei live, e tra i membri tuttavia manca una certa chimica, ed è il caso in cui si ha ancora bisogno di registrare tracce individualmente. Non vorrete essere colti certo a non conoscere le vostre canzoni!

Altro accertamento da fare è che la composizione delle canzoni sia pronta per essere registrata, il che significa aver già più volte provato e lavorato sull’arrangiamento. Inoltre siate saggi: se sei un perfezionista è consigliabile rimuovere o tagliare sezioni di solo o parti molto estese dalle canzoni, piacevolissime da ascoltare nei grandi live ma meno in sala di registrazione.




4. Assicurati di seguire la direzione giusta!


In termini di brand e mercato, il tuo lavoro musicale discografico rappresenta il sound e la personalità della tua band o comunque dell’artista. Quindi se hai a disposizione 10 canzoni ad esempio, conviene sempre scegliere quelle cinque-sei rappresentative dello stile e del vostro sound per il quale volete essere conosciuti. Insomma deve essere il vostro meglio, l’espressione più vera e sentita che volete dare della vostra musica. Una buona idea è quella di usare anche i fans come tester, per valutare quali sono i vostri pezzi che traiano di più.




5. Rendi la fase di registrazione un’esperienza anche per i fans


Far sentire i fans partecipi e più vicini alla vostra fase di lavoro in sala registrazione oggi è molto semplice grazie ai social network e anche attraverso You Tube: caricate video e foto, anteprime, descrivete stati, sensazioni…sono gesti molto apprezzati che migliorano il contatto con il proprio pubblico, che partecipa così un dietro le quinte. Potete sbizzarrire la vostra creatività per dare un assaggio del vostro work in progress.




” Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo usando i pulsanti qui sotto. Grazie! “

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